INCONTRO CON LA SCIENZA

"Abbiate cura dell'astronave terra"
Umberto Guidoni ha parlato a Ingegneria dei suoi viaggi nello spazio

"La prima volta che ho guardato la terra fuori dalla cabina sono rimasto abbagliato. E' una sensazione completamente nuova, si ha un forte senso di straniamento: non si appartiene più a quel pianeta ma allo spazio cosmico".
A parlare è Umberto Guidoni, l'astronauta italiano che nel 2001, con la missione STS-100, a bordo dell' Endevour, raggiunse la Stazione spaziale internazionale per portare il braccio meccanico Canadarm2 e il modulo logistico Raffaello.
Ieri pomeriggio, nell'aula magna della facoltà di Ingegneria, Guidoni ha fatto sognare molti giovani ferraresi, invitandoli, "nonostante i pochi fondi che lo Stato riserva alla ricerca, a continuare nel loro cammino verso un obiettivo che arricchirà tutta l'umanità".
L'incontro è stato possibile grazie alla collaborazione fra la casa editrice Di Rienzo e l' assessorato comunale alle politiche giovanili, nonché la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Ferrara.
"Ricordo ancora - ha detto Guidoni - la sensazione tutta nuova, provata nello sperimentare un uno stato di totale assenza di peso: è, in un certo senso, analoga all'essere completamente immersi in acqua, ma senza lo sforzo richiesto per rimanere a galla".
Lo scienziato-astronauta parla come se fosse una cosa normale navigare nello spazio, e quando gli viene chiesto se ha mai avuto paura, risponde di no: "Tanta emozione ma anni ed anni di studi, di prove, di preparazione fisica limitano l'angoscia all'imprevisto, che ci può essere. Sicuramente è molto più pericoloso viaggiare in auto".
Non è facile riportare sensazioni che non si sono vissute, se non usando le parole di chi è stato intorno al mondo per ottanta giorni: "Proprio come lo Shuttle, la Terra si comporta alla stregua di una gigantesca astronave, che protegge l'intera umanità nel suo viaggio attraverso lo spazio. Ma, mentre noi astronauti abbiamo un forte rispetto e una gran cura della nostra navetta, non si può dire altrettanto degli abitanti del nostro pianeta, i quali spesso dimenticano che, per quanto grande, questa è l'unica astronave che abbiamo a disposizione". Domani mattina alle 10 Guidoni incontrerà i ragazzi del liceo scientifico Roiti nella Sala S. Francesco
Fonte: La Nuova Ferrara