BIOLOGIA LA FOLLE ILLUSIONE DEI "RAELIANI"
I cloni impossibili

UNA OPERAZIONE CHE VIOLA DUE PRINCIPI TEORICI DIMOSTRATI

Con la sua autorevolezza Francis Crick, laurea in fisica e premio Nobel in medicina, anni fa rimarcava che in biologia c'è tanto empirismo, ma poca teoria. Anche per questo alle domande più complesse i biologi spesso sfuggono con ambigui "mai dire mai". Nelle scienze tutto è possibile, tranne ciò che ne viola le leggi. In fisica, l'esempio più calzante è il moto perpetuo. In biologia, potrebbe essere la clonazione umana. I lavori sui cloni sono spesso mediocri, ma escono su riviste prestigiose. I mass-media li riportano (quando non li anticipano) con grande risalto, anche se è sfacciata pubblicità. Giuristi, bioetici, teologi, istruiti da questi più che da quelle, li dibattono sottilmente. È così che la visibilità diventa credibilità. Clonare per transfer di nuclei somatici in ovuli enucleati viola due principi teorici empiricamente dimostrabili. 1. La discontinuità genomica zigote-soma. Nel corso di differenziamento, sviluppo, malattie, invecchiamento, il genoma delle cellule somatiche diventa sempre più diverso da quello dello zigote di partenza. 2. L'ineguaglianza DNA-gene. Non tutte le sequenze di DNA sono geni. Lo sono quelle che determinano le diverse caratteristiche di un individuo, variabili da cellula a cellula. La stessa sequenza sarà un gene in una cellula, in un tessuto, in uno stadio dello sviluppo; in altri, no. Su questi principi si basa la riproducibilità del differenziamento. I miliardi di cellule che nell'uomo si ripartiscono in circa 200 tipi diversi sono teatro di complicate e mutevoli coreografie: protagonista il genoma, che pure cambia da tipo a tipo di cellule, anche se di poco. Tutt'attorno comprimari e comparse cambiano invece parecchio e concorrono così con il DNA alla formazione dei diversi organi. A queste interazioni nel 1940 Waddington diede il nome di "epigenetica". L'epigenetica è il peggior nemico della clonazione. Questa esige che il genoma trasferito nell'ovulo: (a) come sequenza sia "continuo" rispetto a quello dello zigote di partenza; (b) come complesso si rimodelli sino a diventare un nuovo zigote. Entrambe le esigenze sono molto impegnative: non sorprenda se i due partner (ovulo e genoma somatico) sono spesso inadeguati. L'enucleazione dell'ovulo può rimuovere porzioni critiche del suo citoplasma, mentre il genoma somatico, più o meno continuo, non è certo programmato per la riproduzione. La totipotenza è la capacità di una cellula ad attuare il programma di differenziamento che porta ad un individuo completo e funzionale: carattere complesso e graduale, è presente nello zigote e in quegli embrioni a più cellule che la natura riesce di rado a suddividere in gemelli monozigotici, ma i clonatori mai. Nel tempo la totipotenza viene erosa dallŽepigenetica. Ecco perché in un adulto le cellule che contengono un genoma in grado di riprogrammarlo sono rare e diminuiscono con lo sviluppo. Tra di esse ce ne sono alcune che possono produrre dei cloni: che però sono pochi, differenti dall'atteso, spesso malati. Ma non è sempre così. Le piante si clonano bene: forse sono meno differenziate degli animali. Inoltre in natura la progenie è più o meno simile ai genitori, ma mai identica. La chiave è il sesso: evolutivamente è un successo, non perché assicura biodiversità alla specie e piacere all'individuo, ma perché permette ai figli di ricevere dai genitori il meglio dei loro genomi. Michod in "Eros and evolution" mostra che il sesso serve a riparare il DNA, favorendo la ricombinazione delle parti migliori del genoma di ciascun genitore: si formano così nuovi genomi parentali, revisionati al meglio. Ai cloni questa riparazione è negata. In più, già nellŽ800 Haeckel osservava che "lŽontogenesi ricapitola la filogenesi": ne segue che non si può far tornare indietro né lŽevoluzione delle specie né lo sviluppo degli organismi. In conclusione, clonare un mammifero contrasta con principi della biologia. Produrre una copia fedele di un uomo adulto è enormemente più difficile: bisogna trasferire nel clone anche l'intera biografia del modello, con tutti gli effetti complessi e irriproducibili che ha avuto sulla sua biologia. Missione impossibile? Pare proprio di sì, anche per i Raeliani. Ma quel che volevano era tanta pubblicità, e l'hanno avuta, gratis per giunta. [TSCOPY](*)Università di Pavia
http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/estrattore/TUTTOSCIENZE/art8.htm