Mosca cambia lŽordine delle missioni per portare aiuti alla stazione orbitale

A cura di Margherita Campaniolo


La Russia dimezza il suo programma spaziale per aiutare la stazione spaziale internazionale a sopravvivere. Ieri, dopo una cerimonia di commemorazione dellŽequipaggio del Columbia al centro di controllo di Koroliov, lŽagenzia spaziale russa Rosaviakosmos ha annunciato la sospensione dei voli a breve durata. In assenza, per un periodo indeterminato, degli Shuttle americani, il peso dei trasporti verso e dalla Iss si sposta sulle capsule russe "Soyuz". Prima della tragedia svolgevano il ruolo di navette di salvataggio, sostituite ogni sei mesi dalle cosiddette "spedizioni di visita" che rimanevano in orbita per una decina di giorni, mentre gli equipaggi fissi della stazione venivano trasportati dallo Shuttle. Ieri però Mikhail Sinelshikov, capo dei programmi pilotati della Rosaviakosmos, ha annunciato la necessità di "rivedere lŽideologia dei voli brevi". DŽora in poi saranno gli equipaggi base a usare la "Soyuz". I "voli di visita" verranno sospesi, e il primo a venire cancellato sarà quello previsto per aprile prossimo, che doveva portare in orbita un cosmonauta spagnolo. La Russia ha una disponibilità limitata di capsule e quella di aprile verrà utilizzata probabilmente a giugno per portare nello spazio un nuovo equipaggio fisso. Un piano dŽemergenza, che secondo Sinelshikov durerà fino a che non rientreranno in servizio le navette americane. Si tratta di un programma per la sopravvivenza della stazione orbitante: "I piani di costruzione dei nuovi moduli della Iss passano temporaneamente in secondo piano", ha detto ieri il dirigente della Rosaviakosmos. Per risparmiare risorse, il prossimo equipaggio fisso probabilmente sarà composto da due persone invece di tre, un russo e un americano: gli approvvigionamenti della Iss, svolti finora dal gigantesco Shuttle, saranno molto più scarsi. La decisione finale comunque verrà presa solo dopo consultazioni con la Nasa. Un altro dirigente dellŽagenzia spaziale russa, Vjaceslav Mikhailicenko, infatti ieri ha preferito non parlare di una riduzione "radicale" dei voli. Cercando di frenare gli entusiasmi di alcuni addetti ai lavori, che sognavano già i vantaggi dellŽimprovviso monopolio della Russia nei viaggi spaziali, Mikhailicenko ha definito "scorretto" fare piani di utilizzo esclusivamente di navi russe, "almeno finché non si sapranno le cause della tragedia del Columbia". Sulle cause tra gli specialisti è in corso un acceso dibattito. Il cosmonauta Konstantin Feoktistov ieri non ha escluso, anche se con un certo scetticismo, nemmeno lŽipotesi di un atto terroristico, una bomba installata nello Shuttle con mesi di anticipo. Ma anche lui è più incline ad accusare dellŽaccaduto un problema tecnico, negando risolutamente qualsiasi colpa dei piloti.
http://www.lastampa.it/EDICOLA/sitoweb/Esteri/art12.asp, http://www.ufoitalia.net