Riforma del Cnr, i due fronti degli scienziati
Oggi a Montecitorio la "protesta delle provette". Zichichi: scendere in piazza non serve

ROMA - Il mondo della ricerca scientifica si è spaccato in due. Da una parte i sostenitori dei decreti di riforma presentati dal ministro dell'Istruzione Moratti, dall'altra quelli che ne chiedono la revoca. Entrambi gli schieramenti ricorrono a conferenze stampa, manifestazioni pubbliche e nomi di spicco per diffondere le proprie ragioni. Una situazione senza precedenti in Italia, dove la politica della ricerca scientifica è sempre rimasta sullo sfondo, senza suscitare grandi emozioni. FRONTE DEL SI - Bruciando le tappe e anticipando di un giorno l'annunciata manifestazione in piazza Montecitorio degli "scienziati contro", ieri il "fronte del sì" ha fatto la sua prima uscita pubblica con una conferenza stampa presso la modernissima sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), alla periferia di Roma. A fare gli onori di casa il presidente dell'Ingv, Enzo Boschi, che nei giorni scorsi aveva già manifestato, fra i primi, il suo appoggio alla riforma Moratti.


TANTI PRESIDENTI - Ieri si è palesato un ampio schieramento che qualcuno ha definito "l'alleanza dei presidenti". C'erano, infatti, Antonino Zichichi, presidente del Centro Ettore Maiorana di Erice e del Centro Enrico Fermi di Roma; Enzo Iarocci, presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn); Sergio Vetrella, presidente dell'Agenzia spaziale Italiana (Asi); Carlo Rizzuto, presidente del Sincrotrone di Trieste; Fabio Pistella, presidente dell'Istituto nazionale di ottica applicata; e numerosi altri titolati della ricerca scientifica. "Non è con la protesta in piazza che si migliora il sistema della ricerca in Italia - ha esordito Zichichi -. Sono altre le vie da seguire per recuperare il gap con gli altri Paesi: risiedono, innanzitutto, nella collaborazione di tutta la comunità scientifica per migliorare la proposta di riforma".
Il fronte pro Moratti ha affidato a Zichichi una nuova presidenza, quella del "Gruppo per la riforma e il potenziamento del sistema scientifico nazionale"; e a un documento in sei punti le richieste. Si sottolinea la necessità di integrare le tre reti di ricerca nazionale rappresentate da università, enti e industrie, e di elaborare proposte migliorative dei decreti Moratti, raccogliendo l'invito formulato dallo stesso ministro.

A MONTECITORIO - "Voi avete suonato le vostre trombe...", sembra replicare l'altro schieramento, che contesta una "riforma verticistica", elaborata "senza consultare la comunità scientifica" e che "trascura la ricerca fondamentale". Lo schieramento scende in piazza oggi forte del sostegno dell'Anpri, una consistente associazione di scienziati e ricercatori . "Sono oltre ottomila le adesioni pervenute da tutta Italia al nostro "Osservatorio della ricerca" - sottolinea il cooordinatore del movimento Rino Falcone -. Mi auguro che la sortita dei presidenti degli enti non sia solo strumentale al mantenimento di una poltrona. E tuttavia la valutiamo positivamente perché è il segno che finalmente si è aperto un ampio dibattito".
Alla protesta in piazza non parteciperà il premio Nobel Rita Levi Montalcini, che si è ritirata all'ultimo momento, forse perché imbarazzata dagli aspetti più teatrali, come la consegna simbolica di provette e altri strumenti. "Ma sono amica di quasi tutti coloro che vi prenderanno parte, li stimo e penso che il loro atteggiamento sia propositivo e non ostile", ha voluto precisare. In compenso a Montecitorio un presidente ci sarà: quello del Cnr Lucio Bianco, mantenuto ancora al suo posto dal Tar del lazio che l'altro ieri ha sospeso il commissariamento dell'ente.

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