IRAQ: BUSH, TROVEREMO LE ARMI DISTRUZIONE DI MASSA

WASHINGTON - 'Le troveremo' ha detto il presidente americano, parlando delle armi di distruzione di massa bio-chimiche, che non sono state finora scoperte in Iraq. In una conferenza stampa congiunta col premier australiano John Howard, al ranch di Crawford, in Texas, Bush ha spiegato che Saddam Hussein 'ha impiegato anni a nascondere le armi di sterminio'. Bush ha anche detto che Tarek Aziz non sta collaborando: 'non sa ancora come dire la verita'. Non sapeva farlo quand'era al potere e non sa farlo ora che e' prigioniero'.

USA, ITALIA PARTECIPA PIANO STABILIZZAZIONE IRAQ - C'e' anche l'Italia fra i Paesi che partecipano al piano di stabilizzazione dell'Iraq, secondo quanto hanno detto fonti americane anonime ai giornalisti che viaggiavano con il segretario alla difesa Donald Rumsfeld. I giornalisti ne hanno riferito al loro rientro da Londra negli Stasti Uniti. Secondo le fonti, l'Italia fa parte del gruppo di dieci Paesi che hanno gia' messo a disposizione uomini, insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Albania, Bulgaria, Danimarca, Olanda, Spagna e Ucraina. Australia, Filippine, Qatar e Sud Corea hanno pure offerto supporti, ma il loro contributo non e' ancora chiaro. Gli Usa auspicano, comunque, ulteriori partecipazioni. Si tratta di compiere, hanno indicato le fonti americane, operazioni di polizia, di sminamento e di assistenza sanitaria d'emergenza.

FARNESINA: ANCORA NESSUNA DECISIONE DEFINITIVA - Non ci sono state ancora decisioni definitive sui tempi e sulle modalita' di invio di una forza di stabilizzazione internazionale per l'Iraq: lo hanno indicato questo pomeriggio a Castellorizo, l'isola greca dove e' in corso il vertice dei ministri degli esteri Ue, fonti della Farnesina. ''Ci sono contatti preliminari e preparatori per mettere a fuoco i tempi e le modalita' dell'iniziativa, in vista di una possibile partecipazione dell'Italia'', hanno precisato le fonti. I vari Paesi che hanno partecipato alla conferenza di Londra ''stanno discutendo su quello che potrebbero fare gli uni e gli altri'', hanno aggiunto. Stando alle fonti ''siamo in una fase istruttoria''. ''L'Italia, con altri Paesi, sta raccogliendo elementi che poi dovra' valutare'' e ''su quella base potra' adottare le eventuali decisioni, secondo le sue procedure interne'' quindi con ogni probabilita' dopo un ulteriore passaggio parlamentare.

FRATTINI: SU DIFESA UE RUOLO CHIAVE SARA' PRESIDENZA ITALIANA - 'La presidenza italiana dell'Ue avra' un ruolo chiave' nella costruzione dell'eurodifesa, perche' i principali nodi 'verranno al pettine nei prossimi sei mesi', ha detto questo pomeriggio a Castellorizo, il ministro degli Esteri. Frattini ha anche detto che l'invio in Iraq di una forza di internazionale 'non sara' un elemento di divisione' fra europei. I ministri degli esteri Ue 'ne hanno parlato a lungo', ha aggiunto.

TERRORISMO, ALLARME IN AEROPORTI USA PER PIANI AL QAIDA - La scoperta di un piano gia' nelle fasi finali per un attacco aereo contro l'ambasciata Usa a Karachi (Pakistan), ha spinto il governo americano a diffondere un nuovo avvertimento a piloti e aeroporti negli Stati Uniti, per quella che viene definita 'la fissazione' di Al Qaida. Nessun intervento e' stato deciso sul livello di allerta nazionale per il terrorismo, che dalla fine della guerra in Iraq resta fermo sul colore giallo.

UCCISO DA SADDAM E QUSAI IL N.12 DELL'ELENCO RICERCATI - Lo scorso 8 aprile, il giorno prima della caduta di Baghdad, il rais e suo figlio minore uccisero l'ex capo di stato maggiore della Guardia repubblicana, Seifeddin Filayyih Taha al- Rawi, dopo averlo accusato di tradimento. Saddam disse ai suoi collaboratori che la Guardia repubblicana non era stata nemmeno all'altezza degli sciiti del sud che, almeno, avevano provato a difendere le loro citta'.

POWELL CHIEDE A SIRIA E LIBANO DI ALLINEARSI - Il segretario di stato americano Colin Powell ha chiesto oggi a Siria e Libano di adeguarsi al nuovo ''dinamismo strategico'' in Medio Oriente e, in termini perentori, ha invitato i due paesi a rompere con i gruppi integralisti da loro appoggiati. In una visita a Damasco e a Beirut, il responsabile del Dipartimento di stato ha detto che nella regione non vi e' piu' posto per il ''terroristi'' come gli Hezbollah libanesi ora che Saddam e' stato tolto di mezzo e ora che i palestinesi hanno un governo con a capo un moderato come Abu Mazen. Rispondendo alla domanda di un giornalista in una conferenza stampa tenuta a Beirut, Powell ha detto anzi che la Siria ha gia' provveduto a chiudere gli uffici di alcuni movimenti estremisti, senza pero' scendere nei dettagli. L'annuncio non e' di poco conto e la svolta da parte siriana sarebbe notevole ma al momento mancano conferme certe. I gruppi interessati tacciono e cosi' il governo di Damasco. Khaled Al-Fakhoum, capo di un gruppo di coordinamento chiamato 'Fronte di salvezza palestinese', ha invece definito ''corrette'' le affermazioni di Powell. Nei colloqui di oggi, il segretario di stato ha fatto presente che nella regione questo e' il momento di concentrarsi sul 'tracciato di pace' di Usa, Russia, Ue e Onu. ''Gli Stati Uniti si impegnano per un regolamento globale che riguardera' anche Siria e Libano'', ha assicurato. A Damasco, Powell ha parlato per due ore con il presidente siriano Bashar e-Assad e con il ministro degli esteri Farouk al- Sharaa mentre a Beirut si e' incontrato con il presidente libanese Emile Lahoud e con il premier Rafik Hariri. Powell ha detto di aver sollevato con Assad tutte le questioni spinose: sostegno al terrorismo, rapporti con il deposto regime iracheno, armi di distruzione di massa. ''Assad ha ascoltato e ha promesso di dedicare attenzione alle nostre richieste, proseguiremo i contatti attraverso i nostri canali ma ci aspettiamo collaborazione'', ha affermato. Nelle scorse settimane c'e' chi aveva parlato di un possibile intervento militare americano contro la Siria ma Powell lo ha escluso. Un membro della sua delegazione ha detto pero' che il segretario di stato ha usato ''toni perentori'' con i suoi interlocutori mettendo in chiaro che Washington si aspetta che Siria e Libano ''si adeguino''. La notizia della asserita chiusura di alcuni uffici palestinesi, a Damasco e' stata accolta dapprima con incredulita' e poi con 'no comment' generalizzati. Nessuno dei gruppi palestinesi si e' pronunciato. Solo l'Fdlp (Fronte democratico per la liberazione della Palestina), ha fatto sapere che per l'organizzazione, ''non vi sono cambiamenti''. La Siria considera questi gruppi movimenti di liberazione e sostiene che i loro uffici sono solo di rappresentanza. Nel comunicato ufficiale diffuso a Damasco dopo i colloqui Assad- Powell di loro non si parla cosi' come non viene fatta menzione di altri temi caldi come quello delle armi di distruzione di massa. Washington, tra l'altro, aveva accusato la Siria di avere nascosto sul suo territorio almeno parte degli arsenali proibiti di Saddam e di essersi dotata di armi chimiche. Damasco ha replicato proponendo in sede Onu un trattato internazionale per liberare il Medio Oriente da tutte le armi di sterminio. Ma Powell oggi ha respinto questa idea, definendola non adatta al momento. Le priorita' per l'Amministrazione Bush sono la ripresa del dialogo-israelo palestinesi e la fine delle violenze. ''Abbiamo sottolineato la nostra preroccupazione per le attivita' terroristiche di Hezbollah, e' il momento che l'esercito libanese riprenda il controllo del confine sud con Israele, gli Usa sono per un Libano libero dalla presenza di tutte le forze straniere'', ha detto facendo allusione anche ai 10 mila soldati siriani che stazionano in territorio libanese. Prima di ripartire da Beirut diretto a Washington, Powell pero' ha promesso che gli Stati Uniti sapranno ''esercitare pressioni adeguate'' anche su Israele.