Voto del Consiglio di sicurezza che risponde alle richieste degli Usa

L'Onu ha revocato le sanzioni all'Iraq

La nuova risoluzione è stata approvata con 14 voti favorevoli. In aula mancavano solo i diplomatici della Siria

Di M. Campaniolo

NEW YORK - Con quattordici voti a favore, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso la revoca dell'embargo imposto all'Iraq tredici anni fa. Il voto sulla bozza di risoluzione presentato dagli Stati Uniti, con l'appoggio di Gran Bretagna e Spagna, è stato boicottato dalla Siria. Oltre a decretare la revoca delle sanzioni, tranne quelle riguardanti la vendita di armi, la risoluzione 1483 ha attribuito a Washington e Londra ampi poteri per guidare l'Iraq e amministrarne le risorse petrolifere fino a quando non si sarà insediato a Bagdad un governo autonomo.

ASSENZA DELLA SIRIA - La Siria ha chiarito il suo dissenso lasciando vuoto il seggio durante il voto. Hanno invece votato a favore del documento i quattro grandi paesi che avevano cercato in ogni modo di impedire la guerra per rovesciare Saddam Hussein: Russia, Cina, Francia e Germania. Per il presidente americano George W. Bush si tratta di un'indubbia vittoria politica, nonostante le concessioni dell'ultimo minuto che hanno portato al riconoscimento di un ruolo, seppure limitato, dell'Onu e hanno aperto la strada al ritorno degli ispettori al disarmo. Il testo di sette pagine messo ai voti era la quarta versione della bozza originale presentata diversi giorni fa e prevede che il Consiglio di sicurezza si riunisca entro 12 mesi per valutare l'attuazione della risoluzione.

I CONTENUTI DEL DOCUMENTO - Il documento stabilisce la creazione di un Fondo di assistenza all'Iraq gestito in piena autonomia da Stati Uniti e Gran Bretagna, salvo consultazioni con l'autorità transitoria, dalla banca centrale irachena ora affidata a Peter McPherson, ex sottosegretario al Tesoro americano. Il Fondo, su cui confluiranno i proventi della vendita del petrolio, sarà usato per il finanziamento di tutte le opere necessarie, dall'assistenza umanitaria alla ricostruzione delle infrastrutture. Sarà creato un Comitato internazionale di consulenza e controllo, i cui compiti ancora non sono definiti, composto da Onu, Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Fondo arabo per lo sviluppo sociale ed economico. Fino al 2008, i proventi della vendita del greggio e il Fondo non potranno essere oggetto di cause o denunce. Entro sei mesi si arriverà alla conclusione del programma "Petrolio in cambio di cibo" e 1 miliardo di dollari, al netto delle spese, sarà trasferito al Fondo. Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, avrà il compito di nominare un suo rappresentante che "lavorerà intensamente" al fianco degli alleati per la creazione del governo autonomo iracheno e secondo fonti del Palazzo di Vetro si conoscerà presto il nome del designato per l'incarico. Tutte le parti devono adempiere in pieno ai loro obblighi sulla base della legislazione internazionale, specificamente alla Convenzione di Ginevra del 1949. Il documento chiede anche al 'Club di Parigì la ristrutturazione del debito estero dell'Iraq. Infine, si parla di una revisione del mandato degli ispettori dell'Onu al disarmo che prima della guerra avevano controllato gli arsenali di Saddam. Gli Stati Uniti hanno già dato il via libera a una missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica diretta da Mohamed ElBaradei, ma sembrano molto meno propensi a far tornare le squadre dell'Unmovic incaricate di cercare armi batteriologiche o chimiche, visto che il loro capo Hans Blix ha contestato apertamente Washington in diverse occasioni.
Corriere della Sera