Pearl Harbor nel mirino di Al Qaeda
Altro piano di Khalid Sheikh: missili Stinger contro gli aerei civili in Europa e Asia
La mente degli attacchi dell'11 settembre aveva ideato un'azione spettacolare con
kamikaze islamici

"NON ce ne è uno solo. Per ogni Khalid ce ne sono altri dieci. Molti possono fare il suo lavoro". Ahmed, mujahedin taleban, commenta così all'Ap l'arresto del numero tre di Al Qaeda. Ahmed lo conobbe negli anni ottanta durante la guerra contro l'Armata Rossa. I militanti di Al Qaeda non si sentono particolarmente colpiti dal nuovo colpo subìto. La Cia però confida dal poter carpire da Khalid Sheikh Mohammed informazioni utili per smantellare le cellule sparse nel mondo e in particolare quelle negli Stati Uniti. L'uomo, che ora si dovrebbe trovare nella base Usa nell'isola Diego Garcia nell'Oceano Indiano, è sottoposto a un duro interrogatorio. Sotto torchio anche l'altro arrestato che potrebbe essere l'egiziano Saif Adel, il capo della sicurezza di Osama Bin Laden. La sua identificazione è difficili anche perchè si è chiuso in un mutismo totale. Nell'abitazione di Rawalpindi dove la polizia pachistana e la Cia hanno catturato Mohammed c'erano anche il padrone di casa, Ahmed Abdul Qaduus. Khalid Sheikh Mohammed lavorava ad attentati in territorio americano e nella penisola arabica. Negli Usa, tra gli obiettivi nel mirino del luogotenente dei Bin Laden, ponti sospesi, impianti elettrici e centrali del gas. Oltre al ruolo determinante nella preparazione di alcuni tra i più sanguinosi attentati condotti da Al Qaeda, prime tra tutti le stragi dell'11 settembre, a Khalid Mohammed si attribuisce una funzione di collegamento all'interno della rete terroristica. Proprio per questo i documenti e i computer, floppy disk e telefoni cellulari che sono stati trovati nel covo dove l' uomo era nascosto potrebbero rappresentare una vera e propria svolta nella guerra al terrorismo l'individuazione di altri membri dell'organizzazione, delle cellule in sonno, oltre che dei sistemi e meccanismi di comunicazione usati da Al Qaeda. Secondo un funzionario della sicurezza Usa le informazioni riguardano "dettagli operativi, nomi...compresi quelli di membri di al Qeada negli Usa e nel mondo", notizie che potrebbero condurre a capire "come lavorano, chi sono, e come funziona la loro struttura di supporto finanziario". Tra i piani messi già a punto dall'"ingegner Khalid" un attacco in grande stile a Pearl Harbor con i kamikaze islamici contro le navi della flotta Usa. Un'azione di forte impatto nel cuore degli Stati Uniti. L'allarme però sale perchè la Cia è ora certa che Khalid Skeikh è riuscito a contrabbandare almeno 1500 missili terra-aria tipo Stinger o Strela come quelli usati a Mombasa contro un aereo israeliano. I missili sarebbero finiti alle cellule nella Penisola Arabica e forse anche nei Territori palestinesi. Almeno altri 1000 sarebbero stati trasferiti attraverso la Macedonia e la Bosnia in Europa. Nel mirino quindi gli aerei commerciali in Medio Oriente, a Singapore, Hong Kong, Filippine. Ma anche in Germania e Regno Unito. L'intelligence tedesca è certa che negli ultimi mesi membri di Al Qaeda si siano infilitrati in Europa. Questa operazione, ideata da Sheikh Mohammed, è la rivisitazione del "piano Bojnka" che aveva messo a punto nel 1995: 12 Boeing fatti saltare in aria sui cieli del Pacifico. Ma l'arresto di Khalid metterà sicuramente in difficoltà i finanziamenti tra le diverse cellule. la conferma arriva sempre dall'uomo intervistato dall'Ap a Karachi:"L'arresto di Sheikh può significare meno soldi. Momentaneamente. Finchè qualcuno non prenderà il suo posto". E intanto si scopre che due mesi fa Osama Bin Laden ha versato un milione e ottocento mila dollari a Hektmatyar, il signore della guerra che si è schierato con i taleban contro l'"invasore" americano.

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Carmelo Scuderi
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