IL GENETISTA CHE CREÒ IL TORO GALILEO ANNUNCIA: "STIAMO LAVORANDO ANCHE SUI CAVALLI"
Una tentazione per vincere "E se clonassimo Varenne?"

29/3/2003 - CREMONA - A cura di Margherita Campaniolo

Clonare Varenne? Forse. La suggestiva ipotesi rimbalza dal Laboratorio di Tecnologia della Riproduzione di Cremona, famoso per aver clonato nel `99 il toro Galileo. Cesare Galli, direttore dellŽistituto, è un luminare in materia. Ha lavorato per sei anni allŽUniversità di Cambridge nel campo delle biotecnologie e ha collaborato per altri due con Ian Wilmut, il "padre" della pecora Dolly. "Tempo fa - dice il 42enne ricercatore - avevamo ventilato ai proprietari di Varenne lŽipotesi di creare in laboratorio un cavallo con lo stesso patromonio genetico del più forte trottatore del mondo. Ma poi lŽidea è tramontata". Lasciando però spazio alla fantasia: davvero sarebbe possibile far nascere in laboratorio un altro campione straordinario come Varenne? "Non dobbiamo farci prendere dallŽentusiasmo - ci tiene a precisare Galli -. Da anni stiamo studiando la riproduzione degli equidi, famiglia di mammiferi che comprende cavalli, asini e zebre, tutti animali per i quali la riproduzione in laboratorio è particolarmente difficile". Ma presso il laboratorio cremonese di Galli la clonazione del cavallo è già in atto: "EŽ vero. Abbiamo due fattrici gravide di embrioni clonati che dovrebbero partorire questŽestate. Solo allora potremo valutare questo tipo di sperimentazione sui cavalli". Pare comunque che la doppia gestazione stia procedendo bene, per cui è credibile che - dopo pecore, capre, mufloni, bovini, gatti, conigli e maiali - si possa parlare presto di clonazione anche per purosangue e trottatori. "Non solo - aggiunge Galli - perché una delle principali prospettive è impedire lŽestinzione di razze particolari, come per esempio il cavallino della Giara o lŽasinello dellŽAsinara. Sono una decina gli equidi che rischiano di scomparire in Italia". DŽaccordo, dottore, ma Varenne? Davvero è pensabile riprodurne in vitro le straordinarie qualità di atleta? "Non creiamo confusione. Clonare un animale significa crearne una copia con lo stesso patrimonio genetico, nulla di più". Ma come? Tutto qui? "Non è poco. Ci sono animali anche pregiati che sono incapaci di riprodursi perché magari hanno un liquido seminale "scadente" o addirittura non hanno più le ghiandole sessuali che producono gli spermatozoi, come avviene per i cosiddetti "castroni"". EŽ il caso per esempio del famoso trottatore svedese Victory Tilly, dimostratosi fino allŽanno scorso lŽavversario più ostico proprio di Varenne. Con la clonazione, quindi, anche il castrone Victory Tilly potrà riprodursi. "Ma le qualità di un campione non si possono "copiare" in laboratorio - smorza gli entusiasmi Giovanna Romano, la veterinaria che dallo scorso autunno segue lŽattività stalloniera di Varenne presso il centro di allevamento "Il Grifone" di Vigone, vicino a Torino -. Anche se fosse possibile creare in laboratorio un altro Varenne, le qualità di atleta e di corridore del cavallo clonato resterebbero legate a fattori extrabiologici, come lŽambiente, il contatto con gli antigeni che creano nellŽorganismo gli anticorpi, le esperienze e i contatti di qualsiasi tipo con lŽesterno. Tutto questo non sarà mai riproducibile in provetta". Ma allora perché pensare a una clonazione di Varenne? "Per avere un altro cavallo capace in teoria di trasmettere ai propri figli lo stesso patrimonio genetico" dice ancora Galli. "LŽipotesi è affascinante - aggiunge la Romano - però, nel caso dellŽipotetica clonazione di Varenne, ci sono tante controindicazioni. Sarebbe una procedura costosa e ancora sperimentale, che comunque non riuscirebbe a creare in laboratorio nuovi campioni. Quindi, visto che Varenne si sta rivelando buon stallone, per sperare di avere un altro fuoriclasse delle piste è meglio destinare il suo seme a fattrici di qualità". Così farà il Comitato dei Fans di Varenne, che a giorni affitterà una cavalla per avere nel 2004 un puledrino figlio del più forte trottatore del mondo.
La Stampa