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Roberto Giacobbo: "torno al mio primo amore... la Rai!"

Da martedì 20 maggio, Roberto Giacobbo è alla conduzione di "Voyager - Ai confini della conoscenza", su Raidue in seconda serata. Un grande ritorno nell'azienda che per anni lo ha voluto come autore di programmi televisivi di successo

Dopo la fortunata esperienza come conduttore di Stargate, su La7, Roberto Giacobbo torna in Rai al timone di Voyager - Ai confini della conoscenza, la trasmissione dedicata all'universo del sapere.

Come mai ha scelto questo titolo per il programma?

Voyager è un viaggio che vuole portare alla luce i "misteri" della storia dell'uomo e della conoscenza. E' una trasmissione che rappresenta l'evoluzione del modo di comunicare, la capacità di mettere in dubbio alcuni fatti, senza bisogno di ricorrere allo scandalo.

Cosa significa per lei questo ritorno in Rai?

In viale Mazzini ho lasciato un pezzo di cuore e proprio per questo sono felice di ritornarci. Sono quindici anni che scrivo testi per le tre reti Rai, poi è arrivata l'esperienza di Stargate, che mi ha regalato l'opportunità di andare in video. Nonostante ciò, resto un autore prestato alla conduzione e l'unica cosa che conta per me è fare una tv di contenuti.

Da autore a conduttore, un passaggio importante... le piace parlare alla gente?

Sì, perché riesco a spiegare in prima persona ciò che ho in mente, proprio come accade a uno scrittore chiamato a leggere la sua opera in pubblico. E' un completamento del mio lavoro: scrivo e interpreto le mie idee.

Qualche anticipazione sull'esordio di Voyager?
Posso solo dire che sarà una puntata d'impatto. Ripercorreremo alcuni fatti della storia dell'uomo rimasti insoluti.

E' affascinato dal mistero?
Sono attratto dalle frontiere della conoscenza. Il desiderio di sapere e di scoprire rappresenta lo stimolo della ricerca: il dubbio è l'unica certezza della scienza!