Bush: "La Nazione piange ma il viaggio continua"

WASHINGTON - "Lo Shuttle Columbia è perduto, non ci sono superstiti". E' il momento di abbandonare i toni di guerra per George W. Bush. Di fronte alla tragedia della navetta spaziale disintegratasi in volo mentre rientrava sui cieli del Texas, il presidente degli Stati Uniti parla alla nazione per pochi minuti. Non ha lo sguardo determinato del guerriero che ha avuto fino a qualche ora prima parlando della minaccia Saddam Hussein. Ha il volto del lutto per i sette astronauti morti. "Questa è una terribile notizia e un grande momento di tristezza per il nostro paese", afferma rivolgendosi agli americani dalla Cabinet Room della Casa Bianca.

Ma poi Bush aggiunge: "Il nostro viaggio nello spazio continua" nonostante il sacrificio degli uomini e delle donne dell'equipaggio della navetta. "Per il loro coraggio e idealismo, mancheranno a tutta l'America". Ai loro familiari, il presidente assicura: "Non siete soli, tutta la Nazione piange con voi".

Con un riferimento biblico, Bush dice che "lo stesso Creatore che ha battezzato le stelle conosce il nome delle sette anime che oggi piangiamo". "L'equipaggio del Columbia non è tornato salvo sulla Terra - prosegue Bush - ma noi possiamo pregare perché sia giunto in salvo alla destinazione finale".

Appresa la notizia dell'incidente, il presidente è tornato d'urgenza alla Casa Bianca da Camp David per presiedere una riunione d'emergenza, che sembra aver escluso ogni causa dell'esplosione diversa da quella tecnica, legata alle manovre di rientro della navicella spaziale: forse un cedimento strutturale.

Bush ha telefonato personalmente ai familiari delle vittime e ha ricevuto, insieme al premier israeliano Ariel Sharon - a bordo dello Shuttle c'era per la prima volta nella storia anche un astronauta israeliano - messaggi di cordoglio da tutto il mondo.

Fonte: Repubblica.