"QUELLA NAVICELLA ERA STATA CONTROLLATA MINUZIOSAMENTE PRIMA DEL LANCIO, ERA COME NUOVA"

"Vi assicuro che lo Shuttle tornerà a volare"
Il capo della Nasa al Congresso: nessun allarme nei sedici giorni di missione

"Ho appena perso quattro indicatori separati della temperatura, sul lato sinistro del veicolo". Non sarà una frase ad effetto tipo "Houston, abbiamo un problema", che segnalò l'inizio dell'odissea dell'Apollo 13. Ma queste parole di Jeff Kling, responsabile del controllo a terra dei sistemi dello Shuttle, passeranno purtroppo alla storia come il momento in cui la Nasa ha capito che si stava andando verso il disastro. Le ultime comunicazioni tra l'equipaggio e il centro di Houston sono state appena pubblicate, come testimonianza della tragedia. Si concludono quando il direttore del volo, Leroy Cain, dà ai colleghi quest'ordine: "Chiudete le porte". Significa che la speranza è finita, i sette astronauti e il Columbia sono perduti, e il personale a terra deve rinchiudersi in ufficio per cominciare il penoso lavoro d'inchiesta allo scopo di capire le ragioni del disastro. Il capo della Nasa, Sean O'Keefe, è apparso ieri a un'audizione del Congresso per dare le ultime informazioni sulle indagini e provare a spiegare cosa non ha funzionato il primo febbraio scorso, quando lo Shuttle si è disintegrato a pochi minuti dall'atterraggio. "Durante tutti i 16 giorni della missione - ha detto O'Keefe - non avevamo ricevuto alcuna indicazione che suggerisse problemi per la sicurezza del volo". Il capo della Nasa ha difeso la sua organizzazione, dicendo che aveva fatto tutto il possibile per garantire il successo della missione. Il Columbia era lo Shuttle più vecchio, e questo potrebbe essere un fattore, ma secondo O'Keefe era stato controllato nei dettagli prima della partenza ed era come nuovo. Al momento del lancio le telecamere hanno inquadrato un pezzo di isolante che andava a sbattere contro l'ala sinistra, ma il capo della Nasa ha ribadito che tutte le analisi fatte avevano portato ad escludere danni significativi. Eppure qualcosa è andata terribilmente storta, e il Paese vuole sapere come e perché prima di accettare la ripresa dei voli che O'Keefe ha garantito: "Ne avevamo in programma cinque per quest'anno, e ancora non so quando potremo riprenderli. Ma vi assicuro che scopriremo le cause del disastro, e poi torneremo a volare". Ieri si è insediata la commissione indipendente guidata dall'ammiraglio Harold Gehman, mentre a Cape Canaveral sono arrivati i primi detriti raccolti in Texas e Louisiana per cominciare le analisi. Tra i pezzi recuperati c'è buona parte dell'ala sinistra, parte dei computer e altre componenti chiave che dovrebbero consentire di fare luce sulle cause della tragedia. La teoria principale resta quella della perdita di alcune piastrelle isolanti che avrebbe portato al surriscaldamento della navicella, ma resta l'incertezza su come sia avvenuto il distacco, e rimangono aperte anche altre ipotesi come quella dell'impatto con detriti spaziali o meteoriti.