Ogni giorno 50 mila in fuga dall'Iraq

I curdi: "Se Saddam ha i gas li userà su di noi"

Iniziato il grande esodo: famiglie intere lasciano le città del Nord. "Turchi e israeliani hanno i Patriot, qui siamo indifesi"

Di M. Campaniolo

ARBIL (Kurdistan iracheno) Fadil Ahmed sta portando tutta la famiglia in montagna, lontano dai gas del raìs di Bagdad. "Saddam Hussein è pazzo dice . Prima di sparire dalla faccia della Terra chissà quanta gente vuole portarsi all'inferno. L'ha anche detto anni fa, me lo ricordo: "Dopo di me, in Iraq non rimarranno vivi neppure i bambini"". "Noi curdi sostiene il figlio 22enne siamo i bersagli più facili. Gli americani hanno dato agli israeliani i missili Patriot e le maschere antigas. Il Kuwait è difeso, l'Arabia è difesa, persino al confine con la Turchia hanno piazzato degli altri Patriot. E noi?".

Non sarà ancora terrore e fuga di massa, ma i curdi della fascia nord-orientale dell'Iraq portano le famiglie fuori dalla portata dell'artiglieria di Saddam, al ritmo di cinquantamila al giorno. Un esodo ordinato, con auto e camion pieni di gente e materassi. Vanno a stare da parenti oppure in case affittate apposta. Il piano di evacuazione preparato dal governo, con tendopoli e campi profughi, per fortuna non è ancora necessario. Anche perché delle tende non c'è ancora traccia. In attesa della grande ondata che potrebbe venire dall'Iraq controllato da Saddam alle prime bombe Usa sono i tassisti a fare affari d'oro. Per una corsa di tre ore verso i villaggi di montagna chiedono 50 euro, l'equivalente di un mese di stipendio.

E anche gli artigiani che si sono inventati produttori di maschere antigas totalmente inefficaci, ma vendute a 100, 200 euro l'una. Ventimila persone hanno già lasciato Erbil, la capitale settentrionale del Kurdistan iracheno, un po' meno la capitale del sud, Soleimanya, e Duhok, verso la Turchia. Tutte città curde sotto la protezione della "no fly zone", ma pur sempre nell'area di tiro dei cannoni iracheni. Ai check point controllati dalle milizie curde sulla line del cessate-il-fuoco con l'Iraq di Saddam sono arrivate ieri poche centinaia di profughi. Le guardie irachene lasciano passare solo chi non porta valige o denaro. Vengono perquisiti uno per uno e i controlli possono durare ore. Chi ce l'ha fatta, però, racconta di città, Massul e il centro petrolifero di Kirkuk, dove i volontari del partito Baath di Saddam pattugliano le strade a caccia di "spie" mentre l'esercito scava trincee.

"Noi che siamo di origine curda racconta Mustafà Zirat veniamo da questa parte, gli arabi invece scappano verso Giordania e Siria". Per il Kurdistan iracheno l'incubo è che Saddam sia riuscito a nascondere qualche bidone di gas nervini, vescicanti o soffocanti. E che, soprattutto, abbia ancora il modo di spararli. Ahmed è un altro sfollato con moglie, figli, tv e comodini sul cassone di un camion in affitto. "Nel '91 ricorda da Erbil scappavo sulla montagna, come oggi. Eravamo fermi in colonna quando sono arrivati gli aeroplani a mitragliare le auto. Allora morì mia madre e due miei zii. No, non voglio ritrovarmi un'altra volta in una situazione del genere". "Di difese efficaci contro il gas non ce ne sono in città spiega Giorgio Francia, l'italiano più famoso del Kurdistan, oggi alla guida della più capillare Ong della zona, la svedese Qandil . Avremmo bisogno di maschere anti gas, tute, atropina e polveri decontaminanti, ma non c'è nulla.

Abbiamo deciso di montare docce di decontaminazione all'ingresso degli ospedali e istruito un paio di unità mobili per il primo soccorso. Che cosa useremo? Candeggina e tanta acqua. Non servirà a molto, ma non abbiamo nient'altro". "C'è un proverbio curdo che spiega bene lo stato d'animo di questa gente dice il responsabile della Croce Rossa per il Nord Iraq, anche lui italiano, Giuseppe Renda : "quando ti ha morso un serpente, ti fa paura anche uno spago". E' verissimo. Qui si ricordano bene i 5mila soffocati dai gas ad Halabja e basterebbe un fumo bianco all'orizzonte, magari solo un po' di farina messa in un cannone, per far perdere a tutti la testa".