Bombe su Baghdad, truppe Usa verso Bassora

I B-52 prendono di mira la capitale irachena e le città del Nord. Colpito un palasso di Saddam. L'agenzia iraniana parla di bombe anche su Bassora. Il Pentagono è iniziato l'A-Day. I soldati Usa avanzano da Sud.

BAGHDAD - E' iniziato l'A-Day, il giorno dell'operazione "colpisci e terrorizza". Si tratta dell'attacco più massiccio previsto dalla campagna "Libertà per l'Iraq". Lo annuncia il Pentagono, lo confermano i fatti. E i numeri: secondo quanto riferito dalla Cnn, che riporta fonti del Pentagono, le forze anglo-americane hanno intezione di scaricare sull'Iraq circa 1.500 bombe in 24 ore.

Alle 21 ora locale, le 19 in Italia, la capitale irachena è stata bombardata dai B-52 partiti dalla base Raf a Fairford, nell'Inghilterra centro-meridionale. In fiamme anche un palazzo presidenziale di Saddam Hussein nel quartiere di Raduaniye. Distrutti anche gli edifici vicini. Pochi minuti prima erano suonate le sirene nella capitale irachena e si erano sentite numerose esplosioni. Immediata è seguita la risposta della contraerea irachena. I raid aerei hanno colpito anche Kirkuk, città petrolifera nell'Iraq del Nord, e Mosul, l'altra grande città del settentrione. Secondo l'agenzia iraniana Irna, nei bombardamenti sarebbe stata coinvolta anche Bassora, il principale centro del Sud. L'azioen aerea servirebbe ad aprire la strada all'avanzata terrestre.

Secondo la Casa Bianca, malgrado l'intensità pesantissima dei bombaradamenti, le vittime civili non saranno molto. L'attacco - ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Ari Fleischer - era mirata a bersagli precisi. Il ministro dell'informazione iracheno, Mohammed Said Al-Sahhaf, ha affermato che due palazzi governativi sono stati rasi al suolo.

L'avanzata da Sud. E' il giorno dell'attacco da terra anglo-americano all'Iraq. Le forze anglo-americane sono giunte alla periferia di Bassora e hanno issato la bandiera americana nel porto di Umm Qasr, nel sud dell'Iraq. Poi fatta togliere dal Pentagono per non dare agli iracheni l'impressione che sia uan guerra di conquista. Occupati anche gli aeroporti nella parte occidentale del Paese dove - secondo fonti del Pentagono - ci sono due scali strategici. Un controllo ancora "limitato", riferiscono i responsabili militari Usa, e non ancora sicuro. "Sono state catturate, invece, navi irachene pronte a mettere mine", come ha precisato il capo di stato maggiore della difesa britannica Michael Boyce. Che aggiunge: sono già un centinaio i prigonieri di guerra iracheni.

Truppe di terra verso Baghdad.Grande ottimismo tra le truppe alleate: ''Nell'arco di tre o quattro giorni'' le forze della coalizione potrebbero entrare a Baghdad, come riferisce un portavoce dell'esercito britannico nel Golfo. Verso la capitale irachena, poi, sono diretti gli otto B-52 decollati dalla base militare della Raf a Fairford nell'Inghilterra centro-meridionale. Intanto, però, fonti americane riferiscono che a Sud, nei pressi della città di Nassiriya, le truppe occidentali hanno riscontrato la resistenza dei soldati iracheni.

Baghdad smentisce le notizie che arrivano dagli Usa: il ministro dell'Interno iracheno Mahmoud Diab al Ahmed replica: ''Umm Qasr è completamente in mano irachena'' e si dice pronto a condurre i giornalisti che lo desiderino sul posto, per verificare. Un avvertimento viene poi rivolto dal regime ai marines: "Non uscirete vivi dall'Iraq".

L'esercito iracheno, che in un primo momento sembrava aver dato filo da torcere alle forze anglo-americane - come ha riferito lo stesso ministro della Difesa britannico Hoon - ora sembra perdere i pezzi. Gli alleati registrano nuovi successi e, secondo un comandante britannico, sono già circa 250 le defezioni degli iracheni nel sud del Paese. Tra queste la più significativa è la resa del comandante della 51esima divisione. La notizia è stata confermata dal Pentagono. Smentita invece la notizia data da Baghdad di un aereo britannico o americano che sarebbe stato abbattuto dal regime iracheno.

Prime vittime anglo-americane. Il successo militare anglo-americano nel Golfo registra anche le prime vittime alleate: 12 militari (8 americani e 4 britannici) sono morti nello schianto al suolo di un elicottero. Il corpo dei marines ha poi confermato l'uccisione di un soldato americano durante un combattimento in una zona petrolifera dell'Iraq meridionale. Il militare apparteneva al primo corpo di spedizione dei marines. Non solo. Un secondo soldato americano sarebbe morto durante le operazioni. Secondo le prime informazioni sarebbe rimasto vittima di "fuoco amico".

Stando alle notizie ufficiali sull'elicottero, un grosso Ch46 che viaggiava nel deserto del Kuwait sarebbe precipitato per un incidente meccanico. Una tragedia peraltro già sfiorata due volte nella prima giornata del conflitto, quando altri elicotteri erano stati costretti ad atterraggi "ruvidi", ma senza vittime. Stavolta invece è stata una vera e propria strage.

Si muove la cavalleria. Intanto sembra ormai chiaro che i piani di guerra della coalizione anglo-americana siano cambiati: l'uragano di bombe dell'operazione aerea 'colpisci e terrorizza', che doveva aprire il conflitto, sembra rinviata. Si va avanti invece con quello che doveva essere il secondo passo della campagna bellica: l'invasione di terra. Le colonne di carri della cavalleria corazzata americana viaggiano nel deserto, a 50 chilometri l'ora, in direzione di Baghdad, senza quasi incontrare resistenza: c'è solo una testimonianza di fuoco di sbarramento, ma fonti ufficiali parlano di una colonna che è già penetrata per 150 chilometri in territorio iracheno.

Linea "morbida" americana, Usa ottimisti. Il sovvertimento dei piani di battaglia fa quasi pensare che gli Stati Uniti non vogliano adoperare tutta la loro forza. E' possibile che, di fronte alla scarsa consistenza del nemico, gli americani vogliano evitare di causare perdite civili troppo numerose che potrebbero mettere in moto quella che loro stessi hanno definito una potenza mondiale: l'opinione pubblica. Giovedì a tarda sera il responsabile americano della Difesa, Donald Rumsfeld, ha fatto rapporto al Congresso, dicendo apertamente che le cose vanno bene .

L'esercito di Saddam potrebbe però aver fatto saltare un oleodotto per ostacolare con il fumo l'avanzata di truppe nemiche. Lo dimostrano - secondo quanto riferisce l'agenzia Irna - le esplosioni sentite nel nord dell'Iraq, al confine con l'Iran. Secondo il ministro della Difesa britannico Hoon sono sette i pozzi petroliferi in fiamme .

Giallo sulla sorte di Saddam. Il presidente iracheno si sarebbe trovato nel centro di comando oggetto del primo attacco missilistico della guerra, mercoledì sera. Il dittatore, forse ferito, sarebbe scampato all'attacco, ma potrebbe non avere più il controllo della situazione, e farebbe fatica a tenere i contatti e farsi obbedire dai comandi periferici.