Dalla sfida di Marte alla ricerca sui tumori
Così il rettore Schmid spiega il formidabile intreccio tra fisica pura e sanità
"L'incontro decisivo nel '99 con Formigoni ma era solo un sogno"

Pavia, città estremamente attiva e versatile. A quanto detto sotto aggiungerei ....a luogo d'incontro privilegiato ed intelligente di ufologi e scettici.
Margherita Campaniolo

PAVIA. Dal motore spaziale del Premio Nobel della Fisica Carlo Rubbia da costruire a Pavia, per portare l'uomo su Marte, al centro nazionale di adroterapia oncologica integrato, per fare di Pavia una capitale europea di ricerca e sviluppo tecnologico negli studi oncologici. Il rettore dell'Università Roberto Schmid spiega in che cosa consisterà il più formidabile "mix" di risorse finanziarie, scientifiche e tecnologiche mai messo in campo per Pavia. "L'iniziativa presentata - dice il rettore - non solo crea una straordinaria opportunità di rilancio di Pavia e delle sue istituzioni in un momento in cui si sente la necessità di una forte iniezione di fiducia, ma rappresenta anche un eccezionale esempio di quanto si può intraprendere e realizzare quando si verificano le seguenti circostanze: si hanno idee e coraggio di pensare in grande; si mettono in gioco tutte le competenze necessarie, mai disponibili in un solo gruppo o istituzione; si opera di concerto, mettendo ciascuno quello che di meglio possiede, per vincere la competizione, non all'interno, ma all'esterno del sistema". E ancora: "Chi ha la responsabilità del governo di una Regione individua correttamente le vocazioni territoriali e le sostiene; chi ha la responsabilità del governo di un Paese ha l'intelligenza e il coraggio di avviare una politica che premi le situazioni di eccellenza ed investa su queste anche in momenti di oggettiva difficoltà. Per una straordinaria congiuntura positiva, tutti i protagonisti sono qui".
Schmid poi ha ricordato i progetti che richiedevano la disponibilità di macchine acceleratrici: "L'adroterapia con fasci sia di protoni che di ioni; la medicina nucleare basata sull'uso di sorgenti di neutroni; la produzione e lo sviluppo di radiofarmaci, di tecniche di imaging. Tra i progetti riguardanti altri settori scientifici: l'AM 242 relativo al motore spaziale di Rubbia, quelli in scienza e tecnologia dei materiali e beni culturali".
"Molti di questi progetti - ha continuato il rettore - trovavano a Pavia interessi e competenze, in un sistema molto articolato ed integrato di istituzioni scientifiche (Università, Infn, Infm, Cnr, Irccs). Lo stesso vivo interesse è stato poi manifestato anche dai presidenti della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, e della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Aldo Poli, ai quali ci siamo rivolti con lo stesso entusiasmo. Ottenuti questi consensi e ricevuto dalla Fondazione Banca del Monte il finanziamento necessario per l'acquisto di un primo ciclotrone di bassa energia, sono stati presi i primi contatti con il Cnao per ragionare assieme sulla possibilità di realizzare insieme una grande infrastruttura basata su un sistema integrato di macchine. Ci davano sicurezza la presenza a Pavia di una Sezione dell'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), nonché la disponibilità manifestata dal suo presidente, Enzo Iarocci, pure oggi presente, a considerare la richiesta di un'assistenza dell'Infn per realizzare a Pavia il nuovo polo applicativo per l'adroterapia e la medicina nucleare. L'altro fattore era l'indiscutibile livello qualitativo della sanità pavese, con ben tre Irccs".
"Con questi sogni nel cassetto, ma fermamente convinto che il nostro progetto avrebbe avuto una forte ricaduta positiva anche per l'intero Paese, a maggio, prima che iniziasse il calvario della Finanziaria, mi sono rivolto al ministro Tremonti, chiedendo aiuto a nome di tutti. La risposta è stata di condivisione del concetto di grandi infrastrutture destinate a promuovere e sostenere lo sviluppo socio-economico di un territorio e che, nel caso di Pavia, questo non potesse che riferirsi congiuntamente all'Università ed alla Sanità. Al colloquio con il ministro Tremonti aveva poi fatto seguito un colloquio al S. Matteo con il ministro Sirchia, che ci ha incoraggiato ad ulteriori approfondimenti tecnici con il Cnao, indicando la necessità che il sistema diventasse operativo, in tempi relativamente brevi. Gli approfondimenti sono avvenuti in due diverse direzioni: da un lato, il Cnao e il S. Matteo, nella persona del suo direttore scientifico prof. Solcia, acquisivano informazioni su alcuni progetti di adroterapia con fasci di ioni avviati in Europa e in Giappone, dall'altro presso l'Università veniva costituito un gruppo di lavoro coordinato dal prof. Calligarich e formato dai massimi esperti italiani di macchine acceleratici, con una presenza significativa anche della parte industriale". "Si trattava - ha continuato il rettore Schmid - di aprire la strada ai finanziamenti. E "provvida venne una man dal cielo" con l'art. 52 comma 21 della finanziaria, che assegna un finanziamento di 25 milioni di euro in tre anni "per la realizzazione di un centro nazionale di adroterapia oncologica integrato con strutture di ricerca e sviluppo di tecnologie utilizzanti fasci di particelle ad alta energia". Non molto tempo fa Poli ci chiese di pensare ad un progetto di grande respiro di rilancio dell'economia pavese, dichiarando che la Fondazione l'avrebbe sostenuto, anche in sinergia con altre Fondazioni ed enti. Questa è la nostra risposta".


http://www.laprovinciapavese.quotidianiespresso.it/provinciapavese/arch_21/pavia/cronaca/pc401.htm