I cosmonauti cinesi sono pronti al debutto tra le stelle
Entro il prossimo autunno è prevista la partenza della prima missione con due persone a bordo

A cura di Margherita Campaniolo

Se gli americani saranno costretti ad un forzato stop per i voli umani nello spazio, la cui durata non è ancora possibile definire, mentre i russi metteranno a disposizione i propri razzi e capsule, i cosmonauti cinesi potrebbero fare il loro esordio nello spazio entro il prossimo autunno. Anzi, i "taikanauti", come sono stati ribattezzati utilizzando il nome "taikon" che significa "cosmo" in cinese. Una navicella la cui tecnologia e le caratteristiche principali derivano da quelle delle capsule russe Sojuz; pesante 8,4 tonnellate, potrà portare in orbita, inizialmente, due cosmonauti (ma la capienza è di quattro posti), e si era pensato in un primo tempo di inviarla verso la stazione orbitante russa Mir, prima che questa venisse abbandonata definitivamente tre anni fa. Ed è anche questa la ragione per la quale alcuni esperti ed analisti spaziali, ritengono che la navicella cinese possa essere "abilitata" agli attracchi con l'attuale stazione spaziale internazionale. Un mese fa, c'era stato un nuovo annuncio da Pechino, che confermava entro la fine di quest'anno il primo lancio con uomini a bordo, di cui si parla ormai dal 1999; la notizia era stata diffusa subito dopo il lancio, riuscito e avvenuto in dicembre, del quarto volo di prova di una navicella in orbita terrestre senza equipaggio, la Shengzhou IV. La Cina, già terza nazione al mondo ad aver inviato, nell'aprile 1970, un proprio satellite di 172 chilogrammi con un razzo di costruzione nazionale, si appresta a diventare anche la terza nazione, sempre dopo Russia e Stati Uniti, ad inviare in orbita un proprio veicolo spaziale abitato. L'Europa infatti (ed anche il Giappone), pur avendo già inviato molti astronauti rappresentanti di diverse nazioni, lo ha sempre fatto tramite lanciatori americani o russi. Il veicolo spaziale della Repubblica Popolare Cinese disporrebbe anche di un sistema di attracco analogo a quelli delle Sojuz russe; per questa ragione i responsabili del programma di voli umani cinese speravano di inviare la prima navicella abitata già entro il 2000, per tentare un aggancio con la Mir. Ma si sarebbe trattato di forzare un po' troppo i tempi per un programma spaziale che sta solo per cominciare, e che riporta un po' all'atmosfera pionieristica dei primi voli umani nello spazio dei programma russi "Vostok" e "Voskhod" o di quelli americani "Mercury" e "Gemini". E infatti si sono poi svolti puntualmente altri voli di collaudo. Due lanci senza equipaggio si sono svolti con regolarità : la seconda capsula fu lanciata il 9 gennaio 2001, ed effettuò 108 orbite attorno alla Terra, mentre la terza, il 25 marzo 2002 fu la prima a portare in orbita dei manichini per rilevare parametri essenziali alla sopravvivenza dell'uomo. Le capsule sono state sempre recuperate in una regione nel deserto della Mongolia interna, nell'estremo nord. E ora tocca ai cosmonauti: due di loro, che fanno parte di un gruppetto che si addestra ormai da tempo, saliranno su una navicella Shengzhou, collocata in cima ad un razzo vettore Lunga Marcia 2F potenziato entro il prossimo ottobre, per un volo in orbita terrestre di alcuni giorni. Ha dichiarato, dopo il successo di Shengzhou 4, il direttore del Centro per i voli umani di Shangaij, Yuan Jie: "I preparativi per la prima missione di cosmonauti cinesi sono giunti alla fase finale, quelle dei test". E che tutto sia quasi pronto è dimostrato anche da un fattore poco tecnologico ma importante per i "taikanauti": c'è già il loro menù spaziale, che comprende bustine con riso fritto al curry, manzo croccante e i tradizionali "mooncacke" (dolci lunari) cantonesi.

http://www.lastampa.it/edicola/sitoweb/Esteri/art16.asp