Si arrende un'intera divisione irachena

Nuova resa di massa nella notte per ottomila soldati dell'esercito di Baghdad. La capitale colpita da una tempesta di missili. Due elicotteri inglesi si scontrano in volo sul Gofo Persico: sette morti.

BAGHDAD - Il terzo giorno di guerra è quello dell'A-day, quello del vero inizio della guerra con bombardamenti più sistematici. Lo dice esplicitamente il Pentagono: è il giorno dell'inizio dell'operazione "colpisci e terrorizza", l'attacco più massiccio previsto dalla campagna Libertà per l'Iraq . Baghdad, ma anche le città del Nord del Paese, sono state colpite così dal tramonto all'alba da una vera e propria tempesta di bombe (1000-1.500 in tutto).

Tragico scontro in volo. Ma è anche il giorno di un nuova grave perdita in un incidente per le forze angloamericane. Due elicotteri della marina britannica si sono scontrati infatti mentre volavano sulle acque internazionali nel Golfo Persico. Tutti i sette uomini a bordo sono morti. A confermarlo sono le stesse fonti britanniche. Ci sarebbe anche un americano fra le vittime

Rese di massa degli iracheni. Sul fronte dell'invasione di terra si registra invece la resa dell'intera 51/ma divisione irachena (smentita da Baghdad), 8.000 uomini,considerati truppe scelte, seconde solo ai reparti speciali della Guardia repubblicana. La divisione si è arresa ai marine assieme al suo comandante e al suo vicecomandante, consegnando i circa 200 corazzati che aveva in dotazione. Gli ottomila soldati si aggiungono ai mille già arresisi agli anglo-americani.

Morto Alì il chimico. Nel bunker bombardato nel primo giorno, fa sapere la Cia, sarebbero morti invece due vice-presidenti, Ezzat Ibrahim e Taha Yassin Ramadan, e un cugino di Saddam, Ali Hassan Al Majid (il famigerato Alì il chimico, autore dei più orrendi massacri avvenuti nel Paese), cugino di Saddam, e due vicepresidenti.

L'attacco da Sud. Le forze anglo-americane proseguono intanto la loro avanzata verso il porto meridionale di Bassora e verso Baghdad. La Terza divisione di fanteria meccanizzata americana dovrebbe trovarsi all'altezza di Nassiriya, a circa 375 chilometri dalla capitale mentre americani e inglesi avrebbero il pieno controllo del porto strategico di Umm Qasr il terminale di tutti gli oleodotti iracheni. Anche questa notizia viene tuttora smentita da Baghdad. Gli Usa ammettono solo la permanenza di qualche "sacca dire sistenza" nella città.

I bombardamenti. Gli aerei alleati (decollati anche dal Mediterraneo, dalla portaerei Theodore Roosevelt) sono entrati nuovamente in azione quando nella capitale irachena erano le due del mattino (mezzanotte in Italia). Gli allarmi e le esplosioni si sono susseguite fino alle alle 07:30 (05:30 italiane). L'ultimo attacco, ed è la prima volta, è avvenuto in pieno giorno.

Il fronte Nord. Anche la città di Mossul, nel Nord, è stata colpita da raid aerei. Forze speciali americane sono segnalate in azione anche nella zona di Kirkuk, la capitale petrolifera dell'Iraq. Un migliaio di soldati turchi hanno intanto attraversato il confine con l'Iraq a Cukurca enrando nel Kurdistan iracheno controllato dai curdi. I militari hanno il compito di preparare l'arrivo di altre unità per combattere contro i ribelli curdi turchi del Pkk-Kadek. Il ministro degli esteri turco Abdullah Gul ha confermato che la Turchia sta inviando truppe in Nord Iraq, ma ha negato che, al momento, sia in corso un conflitto con gli Stati Uniti, che ieri sera avevano diffidato Ankara dall'inviare truppe in Nord Iraq. "Tutte le difficoltà sono state superate", ha detto. Gul ha detto che i compiti delle truppe turche in Nord Iraq saranno solo quelli di assistere e fermare i profughi in territorio iracheno e ha escluso compiti ''legati alla conservazione dell'integrità territoriale dell'Iraq'' e cioé ha negato che intendano prevenire la costituzione di uno stato curdo.

Razzi sull'Iran. L'Iran ha detto oggi che altri due razzi sono caduti nell'Iran sudoccidentale, vicino alla frontiera con l'Iraq. Lo ha detto l'agenzia Irna. Esplosioni si sono verificate in un'area circa 250 chilometri a nord di Bassora, vicino alla frontiera con la provincia iraniana dell'Ilam, e hanno mandato in frantumi i vetri delle finestre nel villaggio di Musian. Ieri sera l'Iran aveva reso noto che un razzo lanciato da un aereo Usa aveva colpito una sede della Compagnia nazionale petrolifera iraniana (Nioc), nella cittaà di Abadan, a ridosso del confine iracheno. Nell'incidente tre persone sono rimaste leggermente ferite, ma non hanno avuto bisogno di essere ricoverate.

La versione di Baghdad. Il presidente iracheno Saddam Hussein ha detto che l'Iraq rispetterà i diritti dei prigionieri di guerra, confermando quindi la versione irachena della cattura di alcuni soldati anglo-americani. Il ministro dell'Informazione Sahaf ha aggiunto che nei raid su Baghdad sono rimasti feriti almeno 250 civili. Molti missili sarebbero caduti su zone abitate della capitale.

Per non avere condannato l'intervento, l'ambasciatore iracheno all'Onu Mohammed Aldouri ha criticato duramente il segretario generale Kofi Annan che, secondo l'Iraq, ha aiutato "le mafie americane" ad assumere il controllo del petrolio iracheno. Baghdad nega inoltre di avere incendiato pozzi e spiega di avere attuato un vecchio trucco: il greggio viene versato in trincee e poi vi si appicca il fuoco.