Diario guerrafondaio

Anche il latte in polvere per i bambini imboscato negli arsenali di Baghdad

8 aprile 2003

di Fabrizio Rondolino

I veri scudi umani di questa guerra non sono quei simpatici ragazzi occidentali in gita premio a Baghdad, che trascorrono le loro giornate rilasciando interviste e che, come ognun sa, non rischiano nulla. I veri scudi umani sono i bambini iracheni, argomento preferito del pacifismo strappalacrime e cinico strumento di propaganda del regime di Saddam. Non passa giorno che le televisioni e i giornali non si sentano in dovere di ricordare le sofferenze di queste povere creature, esibendole con falsa pietà alla commozione delle persone perbene e insinuando - ora esplicitamente, ora tacitamente - che sono loro, i bambini, le prime vittime di questa guerra, e che basterebbe questo per condannare gli Stati Uniti e i loro alleati. Nessuno si preoccupa di osservare che quei bambini stanno male, molto male, non per l'embargo né per la guerra, ma perché il governo iracheno non ha mai distribuito tra la popolazione, se non in minima parte, gli alimenti e i medicinali acquistati con il programma "Oil for food" delle Nazioni unite. Tutti però sono lieti di versare una lacrima, e di esecrare un sì indegno massacro.

Non deve dunque stupire se i media italiani hanno ignorato una notizia che viene da Bassora, dipinta come una città allo stremo, senz'acqua né cibo né medicinali, a causa dell'assedio alleato. La scorsa settimana i soldati inglesi e americani hanno occupato a Bassora un immenso magazzino di generi alimentari, stipato - questa la valutazione approssimativa della Cnn - di decine di migliaia di tonnellate di cibo, tra cui un'impressionante quantità di latte in polvere. Non c'è neppur bisogno di chiedersi come mai quel latte fosse sotto il controllo dei soldati di Saddam, quasi si trattasse di un arsenale chimico, e non invece nelle case di Bassora. Ma, per favore, smettiamola con questa storia degli americani che ammazzano i bambini.

La Stampa