EMERGENZA TERREMOTO IN ALGERIA

Algeri - Manca l'acqua, questa e' la nuova emergenza del dopo terremoto in Algeria. Mancano anche cibo, tende, latte per bambini, le scorte di sangue negli ospedali sono finite, ma ora e' soprattutto l'acqua a preoccupare le autorita'.
La conta dei morti, all'inizio in frenetica ascesa, ora e' piu' lenta. Almeno 1.875 persone hanno perso la vita e 8.081 sono rimaste ferite. Parlando alla radio, il primo ministro algerino Ahmed Ouyahia ha espresso i suoi ''timori'' che il bilancio del sisma, alla fine, sia molto piu' grave. ''Dobbiamo essere relisti, non e' catastrofismo, ma preferisco essere onesto con i nostri conpatrioti - ha detto - ma disgraziatamente troveremo ancora corpi sotto le macerie''. Intanto, una donna e un bambino sono stati estratti vivi dalle macerie a oltre 60 ore dalla prima, devastante scossa di terremoto che ha colpito l'Algeria. Grandissima l'esultanza tra i soccorritori e tra quanti, parenti o conoscenti, aspettano nell'angoscia di conoscere la sorte dei loro cari.

E proseguono le polemiche sulla lentezza dei soccorsi. Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika e' stato duramente contestato - anche con lancio di sassi - mentre era in visita alla zona terremotata di Boumerdes. Centinaia di persone hanno gridato ''Potere assassino. Potere assassino'', e hanno scagliato pietre contro il presidente e il suo seguito.

Fa caldo e ''con il caldo il rischio delle epidemie e' fortissimo'', ha detto all'Ansa un responsabile della protezione civile. E intanto si continua a cercare sotto le macerie dove ''ci sono sicuramente altri corpi, forse anche qualcuno ancora in vita''. Ormai, prima appena percettibile, ora sempre piu' forte, si sente inconfondibile e nauseante l'odore della morte che aleggia ovunque. Molti dei soccorritori, mentre scavano tra le macerie si sono messi delle mascherine per proteggersi dalla polvere ma, soprattutto, per non sentire il tanfo dei corpi in decomposizione.

''Prima o poi dovremo prendere una decisione che ci dilania, ammette sconsolato un o dei vigili del fuoco all'opera nella zona piu' disastrata, quella di Boumerdes - dovremo decidere di sospendere le ricerche dei morti, ma anche di quelli che potrebbero essere ancora in vita. Dovremo usare le pale meccaniche per spianare tutto, per coprire tutto e poi irrorare con disinfettante''. E' una decisione non facile, con i parenti di quanti, vivi o morti, sono ancora sotto le macerie che stanno li', con i volti tesi, in silenzio, o piangendo sommessamente, in un'attesa terribile.