VIRUS KILLER

Prima vittima italiana: un medico di Ancona

ROMA, 29 MARZO 2003 - Oggi l'Italia piange la sua prima vittima morta all'estero. Il bollettino ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità parla di 54 morti, 1550 casi, 65 più di ieri. Ed il 54esimo caso questa volta ha nome e cognome, quello di Carlo Urbani, il medico italiano che ha perso la vita per essere stato infettato mentre per contro dell'Oms lavorava in Vietnam. Il freddo conteggio statistico lo inserisce come primo morto in Thailandia.

Crescono intanto i casi sospetti, cinque in tutto ricoverati fra Genova (qui ne è arrivato uno oggi), Milano, Roma e Ancona.

L' anziana donna ricoverata all'ospedale di Torrette ad Ancona per una sospetta polmonite atipica si era rivolta ieri al pronto soccorso dell' ospedale di Pesaro; da qui è stata immediatamente trasferita in ambulanza nel capoluogo marchigiano. La donna, originaria dello Sri Lanka e non si sa se residente e per quali motivi a Pesaro, era reduce da un viaggio in Oriente. Ed è arrivato dall'Oriente anche il ragazzo di 20 anni messo in isolamento al San Martino di Genova così come il giovane assistente di volo ricoverato ieri a Roma.

Il pericolo per i viaggiatori è del resto così forte che Le autorità americane hanno sollecitato i cittadini a evitare viaggi non essenziali in Cina, Hong Kong e Singapore per non esporsi a rischi di contagio della grave forma di polmonite atipica Sars.

L'invito diffuso con un comunicato nella notte dal dipartimento di Stato segue di pochi giorni il consiglio non solo a non visitare il Vietnam per la stessa ragione ma, per gli americani che vi si trovassero, addirittura a prendere in considerazione la possibilità di lasciare il Paese, offrendo passaggi aerei gratuiti alle famiglie del personale diplomatico.

Il comunicato invita inoltre i cittadini che abbiano visitato di recente la Cina del sud e il Sudest Asiatico a fare attenzione al proprio stato di salute, per cogliere quelli che potrebbero essere i sintomi della Sars, o sindrome respiratoria acuta grave.

Ma gli esperti invitano a non fare allarmismo. "In Italia allo stato attuale sarebbe ingiustificato - afferma il professor Gaetano Maria Fara, direttore dell' Istituto di Igiene dell' Università "La Sapienza" di Roma e della Scuola internazionale di Epidemiologia del Centro "Majorana" di Erice - tuttavia, chi ha paura di essere infettato dal cosiddetto virus misterioso eviti di frequentare luoghi affollati: mezzi di trasporto pubblici, cinema, teatri. Non ci sono altre soluzioni". Per l'epidemiologo "sembra escluso che possa trattarsi di un virus influenzale e questo è un dato positivo, perchè rallenta la trasmissione. I morti provocati dal virus misterioso, sono considerevoli perchè la Cina pare che abbia tenuto nascosto il problema per un bel pò di tempo, aggravando la situazione".

Ed in Cina, dove l'infezione è l' infezione è iniziata nel novembre del 2002, solo il quotidiano in inglese China Daily riporta una notizia sul virus.

I giornali in cinese, quelli letti dalla popolazione locale, continuano a tacere sulla diffusione dell' infezione, che ha ucciso 31 persone nella provincia meridionale del Guandong e tre a Pechino.

Nella permanente mancanza di notizie ufficiali, la città è percorsa da voci incontrollabili, secondo le quali ci sarebbero state altre vittime. L' annuncio che i Rolling Stones hanno annullato i concerti previsti a Shanghai e a Pechino per la prossima settimana ha provocato un moltiplicarsi delle voci allarmistiche, anche se nella città non ci sono segni di panico. Le farmacie affermano che sono cresciute le vendite di tradizionali prodotti contro il raffreddore.

La zona è comunque di fatto diventata off-limits per i più accorti, come se si fosse formato uno spontaneo coordone sanitario. I primi a rispettarlo sono gli artisti, preoccupati forse anche che la ressa dei concerti possa essere un veicolo di contagio spaventoso.

Oltre agli "storici" concerti in Cina, i Rolling Stones hanno anche annullato i due che avrebbero dovuto tenere ad Hong Kong. Ed anche altri musicisti, come Carlos Santana e Moby, hanno annullato i concerti previsti nel territorio.