Il capo di Al Qaeda sarebbe vivo e nascosto in Pakistan

"Time": trovati manoscritti di Bin Laden

La cattura di due dirigenti dell'organizzazione terroristica potrebbe indurlo a cambiare rifugio ed esporsi a forti rischi

Di M. Campaniolo

NEW YORK - Il settimanale americano "Time" riporta che i servizi segreti pakistani avrebbero intercettato diverse lettere scritte da Osama Bin Laden in persona. A parte i recenti nastri audio di non provata autenticità, questa sarebbe la prova più convincente che il capo di Al Qaeda sarebbe vivo e si nasconda da qualche parte nel nord del Pakistan, nelle aree tribali controllate dai clan pashtun collegati ai talebani. Ma non è escluso che si trovi nella capitale Islamabad o nella vicina Rawalpindi, proprio nella tana dei suoi nemici.
Anche se non è noto quando siano stati scritti questi testi e di cosa parlino, i servizi pakistani (che hanno passato le inofrmazioni alla Cia) sono convinti di essere arrivati vicini a una risposta definitiva sul destino del miliardario saudita. Diversi indizi lasciano pensare che Osama sia vivo e l'ipotesi dei servizi segreti di Islamabad (forse basata anche sulla lettura di queste carte) è che il capo di Al Qaeda sia attualmente rifugiato nel nord del Paese. E intorno a Osama il cerchio starebbe cominciando a stringersi. Con il recente arresto di Khalid Sheikh Mohammed - uno di massimi dirigenti dell'organizzazione terroristica - Bin Laden potrebbe infatti sentire la necessità di lasciare il suo nascondiglio per trovarsi un riparo più sicuro. Costretto a muoversi, però, Osama rischia di fare un passo falso e di essere catturato. Un funzionario pakistano di Peshawar intervistato da Time è ottimista: "Pensiamo che Bin Laden lascerà la sua tana dopo la cattura di Mohammed e quando lo farà avremo buone opportunità di prenderlo".
Una strada diversa da quella di Osama avrebbero invece seguito quattro delle sue mogli e una decina dei suoi figli. Scortate da guardie del corpo, si sarebbero rifugiati in Iran, accolti e protetti dalle guardie della rivoluzione.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2003/03_Marzo/05/osama.shtml