UNA COMMISSIONE DI VERIFICA AVEVA AVVERTITO UN ANNO FA DEI PERICOLI

Ombre sulla Nasa: sapeva che lo Shuttle era a rischio
UnŽimmagine tv mostra unŽampia crepa sullŽala sinistra del Columbia

A cura di M. Campaniolo


"Il principale indizio sono le piastrelle". Dal direttore del programma shuttle della Nasa, Ron Dittemore, iniziano ad arrivare le prime indicazioni concrete sulle ragioni del disastro della navetta "Columbia". Dittemore non dice di più ma gli elementi finora emersi lasciando intendere che il motivo della caduta delle piastrelle di ceramica anti-calore fu l'impatto causato al decollo sull'ala sinistra dalla caduta di un frammento di materiale spugnoso dal serbatoio. Lo stesso Dittemore, subito dopo il disastro, definì quell'evento "non decisivo". Una foto pubblicata dal quotidiano israeliano "Maariv" mette la Nasa sulla difensiva: scattata durante una conversazione fra l'astronauta Ilan Ramon ed il premier Ariel Sharon appena cinque giorni dopo il decollo mostra chiaramente due lunghe crepe lungo l'ala sinistra. La Nasa prende tempo e dice che "forse la foto fa riferimento ad un'altra missione" ma se fosse autentica testimonierebbe che l'equipaggio e l'Agenzia spaziale erano ben consapevoli, praticamente dall'inizio della missione, del rischio di rientrare nell'atmosfera in quelle condizioni. La tv "Nbc" aggiunge un ulteriore dettaglio: a 48 ore dalla tragedia venne redatto un rapporto interno alla Nasa in cui si affermava che l'impatto subito al decollo aveva causato un crepa che misurava 18 centimetri per 75. Michael Kosterlik, portavoce Nasa, si è limitato a non smentire, affermando che "il dodicesimo giorno" venne rilevata l'esistenza di un "danno locale". Lo scenario che si profila è dunque quello di una missione segnata da subito, con l'interrogativo su cosa sarebbe stato possibile fare per evitare il peggio. I portavoce del centro spaziale "Lyndon B. Johnson" continuano a ripetere che "anche volendo" nulla sarebbe stato possibile: l'equipaggio non era stato addestrato a passeggiate nello spazio e non aveva a disposizione piastrelle sostitutive; una missione di salvataggio non era possibile perché lo Shuttle non era nell'orbita giusta nè aveva la strumentazione necessaria per attraccare alla Stazione spaziale internazionale (Iss). La responsabilità sarebbe dunque dello stato di manutenzione e dell'anzianità di una navetta spaziale in non perfette condizioni: già durante l'ultima missione avvenuta in marzo erano stati riscontrati problemi al sistema di raffreddamento. Una commisione interna della Nasa incaricata di controllare la sicurezza dei voli - l'Aerospace Safety Advisor Panel - aveva denunciato in primavera carenze della menutezione avvertendo su "rischi futuri" ma invece di essere ascoltata venne messa alla porta. Oggi i portavoce della Nasa affermano che il ricambio venne deciso per "immettere nuove idee" ma le ombre ed i dubbi continuano ad addensarsi e l'amministratore dell'ente spaziale, Sean O'Keefe, ne ha parlato alla Casa Bianca durante un incontro faccia faccia con il presidente George Bush. La Casa Bianca ha incluso nel nuovo bilancio federale un aumento del 3,1 per cento dei fondi per la Nasa e Bush ha riaffermato ieri che "il viaggio nello spazio continua" approvando anche fondi per la ricerca degli extraterrestri ma ciò non fa dimenticare al pubblico americano che l'anno scorso la Nasa subì una decurtazione dell'1,9, della quale fece le spese anche la manutezione dello Shuttle "Columbia". Bush oggi sarà assieme alla moglie Laura a Houston, in Texas, per partecipare alla cerimonia in memoria dei sette membri dell'equipaggio. La Nasa afferma di aver trovato i resti di "alcuni" - e non di tutti, come detto in precedenza - gli astronauti, senza precisare quali. La questione è particolarmente complessa nel caso dell'israeliano Ramon perché la religione ebraica impedisce di far svolgere il funerale in assenza di resti. La ricerca di ciò che resta dello Shuttle continua al confine fra Texas e Louisiana: oltre 300 agenti di 30 agenzie federali perlustrano il territorio. I detriti recuperati sono già migliaia. Quattordici sommozzatori hanno iniziato da ieri le immersioni nella riserva idrica Toledo Bend Reservoir per ispezionare i fondali. La sorte della Stazione spaziale internazionale è oggetto di un braccio di ferro fra Mosca e Washington. A seguito dell'interruzione dei voli degli Shuttle, l'agenzia spaziale russa ha affermato che sospenderà le missioni con l'invio di altri astronauti. Il problema riguarda i rifornimenti: i vettori russi portano 2,5 tonnellate di cibo e carburante mentre ogni Shuttle ha una capacità dieci volte superiore, senza la Nasa dunque Mosca dovrebbe decuplicare i lanci e questo pone la questione dei fondi. "Non possiamo fare tutto noi se non abbiamo i soldi" ha dichiarato il portavoce Vyacheslav Mikhailichenko. Senza un'intesa fra i due Paesi i tre astronauti a bordo dell'"Iss" da novembre - due americani ed un russo - potrebbero essere costretti ad abbandonarla ricorrendo alla navicella Soyuz di emergenza a loro disposizione.
http://www.lastampa.it/EDICOLA/sitoweb/Esteri/art13.asp