I bagni d'oro dei cattivi

Di M. Campaniolo

Riecco i "lavandini dorati". Nel bagno di Saddam Hussein, naturalmente. I marines li hanno trovati, i giornali e i tg di tutto il mondo li hanno esibiti. Armi non convenzionali, prova certa di colpevolezza: il Cattivo di turno, sia esso Totò Riina, Ceausescu o il baffuto dittatore iracheno, lo si riconosce dal bagno, sempre accessoriato con rubinetteria d'oro (nel caso del bunker aeroportuale di Saddam però le fonti divergono: d'oro o dorati? No, perché cambia...).

Al Cattivo si perdonano molte cose, ma mai un bagno troppo lussuoso; persino Bettino Craxi fu vittima di questa specialissima fobia collettiva, e la figlia dovette, nei giorni successivi la sua morte, portare i cronisti nel bagno di Hammamet, che risultò essere un normalissimo bagno... Quando un potente cade in disgrazia, può avere aerei privati in giardino, un Van Gogh nel ripostiglio, guanti da forno in cachemire, ma è sul bagno che lo pizzichiamo: uno con un water così, per forza che ha gasato tutti quei curdi...

Lo sdegno che ci coglie di fronte al lavandino dorato è più forte dell'evidenza; ché a guardare bene le fotografie, ci sarebbe da rimanere interdetti: un paio di pantofole, un letto sfatto in stile "mille e una notte" - ma siamo a Baghdad - e un bagno un filo pretenzioso, nel "bunker di Saddam"; un paio di pantofole, un letto sfatto, un bagno di gusto un po' paesano - ma siamo a Corleone - nella "villa di Riina". Tutto qui? Tutto qui.

Poi, si prosegue nella lettura dei giornali, ed ecco i resoconti dal Salone del Mobile di Milano: protagonista il bagno, per noi occidentali "la nuova stanza dei sogni", dove sarebbe elegante e confortevole avere: water a motore con tavoletta termo-riscaldata, sedile intelligente che si apre da solo e stereo incorporato; vasca circolare in acciaio bicolore; se ci sta, un giardino zen.

Col costo complessivo del nostro "bagno dei sogni", minimal ed ecocompatibile, hai voglia a far dorare la rubinetteria: un Saddam ci arreda almeno quattro bunker. Senza contare l'attenuante ideologica: per gli arabi il bagno è da sempre "luogo dello spirito", anche per quelli che in questo momento purtroppo non riescono a visitare il Salone del mobile.

La Stampa