Il Papa: "La guerra non sia motivo di divisioni tra le religioni"
"Non lasciamo che tragedia umana diventi catastrofe religiosa"

29 marzo 2003

CITTÀ DEL VATICANO. Lo spettro di uno scontro tra Islam e Cristianesimo continua a scuotere il Papa. Ai vescovi indonesiani - ricevuti stamattina per l'udienza 'ad limina' (con cadenza quinquennale) - Giovanni Paolo II ha manifestato tutte le sue angosce a proposito dei rischi di una degenerazione a sfondo religioso della guerra in corso in Iraq.

"La guerra non deve permettere di dividere il mondo religioso" afferma parlando delle tensioni che sta vivendo l'intera comunità internazionale. "Non lasciamo che una tragedia umana divenga anche una catastrofe religiosa".

È questo forse il discorso più preoccupato per una possibile estensione religiosa del conflitto che Wojtyla abbia mai pronunciato da quando è cominciata la crisi irachena. Poi un appello ai leader religiosi: "incoraggio tutti a vivere questo difficile momento come una occasione per lavorare assieme" per assicurare al mondo cooperazione e solidarietà.

La Stampa