Shuttle: immagini confermano danno all'ala

Rivista aeronautica mostra foto riprese prima dello scoppio

Esami di laboratorio per riprodurre gli effetti del surriscaldamento sullo Shuttle

CENTRO SPAZIALE KENNEDY, Florida (CNN) -- Fotografie riprese da un apparecchio dell'aviazione militare americana poco prima che lo Shuttle Columbia si disintegrasse mostrerebbero un serio danno strutturale all'ala sinistra della navetta. Lo ha affermato, venerdì, una rivista specializzata in aviazione sul proprio sito Internet.

Dalle immagini, colte appena 60 secondi prima dell'esplosione, si vedrebbe un taglio irregolare in prossimità del punto di giunzione tra ala e fusoliera. Lo afferma un articolo comparso sulla versione web di Aviation Week & Space Technology. Nelle immagini, l'ala destra e la fusoliera dello Shuttle apparirebbero in buone condizioni.

Il danno che si osserva sull'ala sinistra indicherebbe, secondo il magazine, o un cedimento strutturale minore, oppure che il profilo anteriore dell'ala si era staccato. Aviation Week & Space Technology ha anche reso noto che le foto sono state consegnate all'ente spaziale americano (Nasa) e sono oggetto di analisi da parte dei tecnici Nasa presso il Johnson Space Center di Houston, in Texas.

La tragedia sabato scorso nei cieli del Texas

Lo Shuttle Columbia è esploso lo scorso sabato sui cieli del Texas mentre era in fase di rientro sulla Terra. Pochi secondi prima della tragedia gli strumenti di bordo hanno segnalato un notevole surriscaldamento, accompagnato da una maggiore resistenza all'aria del fronte sinistro della navetta, ala compresa. Morti i sette astronauti che formavano l'equipaggio.

Nella tarda serata di giovedì, intanto, la Nasa ha dichiarato che le immagini del Columbia, registrate in fase di lancio, non saranno utilizzabili per comprendere meglio le ragioni dell'esplosione di sabato scorso, in quanto i fotogrammi sono troppo sfocati.

"La telecamera posizionata meglio ha perso il fuoco proprio nei secondi precedenti e successivi al lancio della navetta", ha affermato Ron Dittemor, direttore del programma Shuttle. "Abbiamo tentato di utilizzare una ripresa alternativa, che però non ci consente la visuale migliore".

Sulle prime, il distacco della copertura del serbatoio di carburante, con conseguente danneggiamento della schiuma isolante sull'ala sinistra, era stato individuato come la causa più probabile dell'incidente.

La Nasa brancola nel buio, incapace di fornire una spiegazione

Mercoledì scorso, però, l'Agenzia spaziale americana ha smentito questa ricostruzione. Il giorno successivo, giovedì, la Nasa ha ammesso di non essere ancora in grado di spiegare la tragedia, confermando, sempre per bocca di Dittemore, che i detriti della schiuma isolante saranno studiati ulteriormente. Tra le altre ipotesi in ballo si ipotizza che alla base della tragedia ci sarebbe l'impatto con un piccolo meteorite. Si è anche parlato di un incidente al carrello di atterraggio.

"Le indagini ricominciano di nuovo", ha dichiarato Dittemore alla stampa, annunciando che saranno avviati nuovi test "per comprendere meglio il comportamento della schiuma e le conseguenze di un potenziale impatto sulla superficie isolante".

Nuovi esami sui rottami precipitati, ma si combattono ladri di 'souvenir'

Gli esami della Nasa si baseranno sui rottami dello Shuttle recuperati a terra, i dati inviati dalla navetta prima della sua esplosione e immagini e riprese video amatoriali. "Stiamo analizzando migliaia di frammenti di informazioni e le nostre squadre li stanno esaminando uno per uno", ha concluso Dittemore. Le ricerche dei frammenti del Columbia sono ostacolate dalle cattive condizioni atmosferiche in Texas: sullo stato Usa si è abbattuto un fronte temporalesco accompagnato da basse temperature.

L'altro ostacolo sono i 'cercatori di souvenir spaziali', che pare abbiano fatto incetta dei residui precipitati a terra dopo l'esplosione. Per arginare il fenomeno le autorità locali stanno perseguendo chi si è appropriato dei frammenti dello Shuttle. Fino alla 17 di oggi, ora locale, chi si presenterà spontaneamente per restituire quanto trovato non incorrerà nelle sanzioni previste, che prevedono pesanti pene pecuniarie e anche il carcere.

Fonte: islamsunnita.