Bombe su Baghdad: è guerra

Le prime esplosioni nella capitale alle 3.35. Lanciati missili per cercare di "decapitare" la leadership irachena. L'obiettivo: Saddam Hussein o uno dei suoi figli. Uday Hussein: "Resistere".

BAGHDAD - Passa un'ora e mezzo tra lo scadere dell'ultimatum e il lancio delle prime bombe si Baghdad. Alle 5.35 (3:35 ora italiana) la notte di Baghdad si illumina a giorno per il bagliore delle esplosioni.

Sulla capitale irachena piovono missili Cruise, lanciati dalle navi che si trovano nelle acque del Golfo, e ordigni lanciati dai bombardieri invisibili Stelath.

E' un attacco chirurgico, un anticipo rispetto ai piani militari veri e propri. Un tentativo di "decapitare" il regime, spiega il Pentagono, così da semplificare le fasi successive dell'operazione "Iraqi Freedom".

I bersagli, i cosiddetti "obiettivi di opportunità", del primo attacco, portato avanti con quattro ondate di bombardamenti, sono Saddam Hussein e tutti gli uomini di potere del regime.

Il bersaglio principale non è stato colpito: due ore dopo l'inizio dei bombardamenti Saddam appare in tv e chiama il popolo alla guerra contro gli Usa.

Un discorso che arriva quasi come una replica a quello del presidente americano Bush. Poco dopo l'inizio delle operazioni, Bush dalla sala ovale ha dato in tv la notizia dell'inizio della guerra. Rivolto al popolo americano, il presidente ha annunciato che la guerra potrebbe essere lunga e difficile, ma ha sottolineato che gli Usa non accetteranno altra conclusione che la vittoria.

L'ultimo bombardamento è iniziato alle 8 (ore locali). Poi su Baghdad è arrivata una calma quasi assoluta. E con la prima "tregua" è scattata anche la prima conta delle vittime. Secondo fonti irachene, citate dalla tv russa, ci sarebbero una decina di morti tra la popolazione civile.

Messa in scacco con il fallimento delle trattative disarmate, la diplomazia cerca ora di riprendere voce, nella speranza di limitare al minimo i bombardamenti. Baghdad ha chiesto a Mosca, tramite il proprio ambasciatore, di intervenire per far cessare la guerra. Con durezza la Cina ha chiesto la fine delle operazioni militari, ricordando che essa viola la Carta dell'Onu e il diritto internazionale. I rappresentanti francesi hanno manifestato tutta la propria preoccupazione.