È il giorno del "Terrore": 320 missili su Baghdad

Per il Pentagono l'"A-Day" è arrivato. La seconda fase delle operazioni militari in Iraq, denominata Shock and Awe, colpisci e terrorizza, sarebbe cominciata venerdì, primo giorno di una primavera di sangue. Un temporale infernale fatto da 320 missili da crociera Tomahawk sono stati lanciati su Baghdad, annuncia il comando americano.

Poco dopo le venti ora irachena (le 18 italiane) aerei della coalizione anglo-americana iniziano un nuovo bombardamento sulla capitale irachena. Dopo il suono delle sirene di allarme, la contraerea risponde, gli aerei se ne vanno, lasciando il loro tributo di morte. L'inviata del Tg3 Giovanna Botteri dice di non sentire ambulanze o sirene. Tutto sembra paralizzato, anche i soccorsi, nella città spettrale.

Due ore dopo, attorno alle dieci ora di Baghdad, arriva una seconda ondata di bombe colpisce di nuovo la capitale irachena. Ancora fiamme, nuvole rosse.

E poi ancora, ancora. Attorno a mezzanotte (le due del mattino in Iraq) gli aerei Usa tornano, questa volta è essere colpita dagli aerei americani è la periferia est della città. Ancora fiamme si levano al cielo. Ancora gli spari della contraerea irachena.

Il comando Usa dice che questa volta le bombe hanno fatto centro, che sono morti tre pezzi da novanta del regime. Le vittime sarebbero i vice presidenti Taha Yassin Ramadan e e Ali Hassan Majid, quest'ultimo cugino di Saddam Hussin, e Ezzat Ibrahim.

Nel sud del paese attorno alle 19,45 - lo riferiscono fonti iraniane alla tv Al Jazira- viene colpito dagli americani, forse per sbaglio, un deposito di carburante. Altre fonti di Teheran riferiscono che due persone sono rimaste ferite nell'esplosione.

Il proiettile ha centrato alle 19 e 45 ora locale (le 17 e 45 in Italia) il deposito di carburante situato ad Abadan, 50 chilometri a est della città meridionale irachena di Bassora. Abadan si trova sul lato iraniano dell'estuario dello Shatt al Arab, esattamente di fronte alla penisola di Fao che sarebbe già caduta nelle mani delle forze angloamericane, anche se il regime di Saddam smentisce, come smentisce l'incendio dei pozzi petroliferi.

Secondo alcune informazioni, almeno il primo raid aereo su Baghdad sarebbe stato condotto da alcuni bombardieri pesanti B-52, decollati nel primo pomeriggio dalla base inglese di Fairford. Gli aerei avrebbero lanciato alcuni missili del tipo Jdam, guidati sul bersaglio attraverso i satelliti Gps.

La tv satellitare del Qatar, al Jazira, informa che altri bombardamenti si registrano a Mossul, città che si trova circa cento chilometri a sud del confine con la Turchia.

È lì che durante la notte si dirige una colonna di 1.500 soldati turchi, ufficialmente per aprire "un corridoio umanitario". Mossul e Kirkuk, sono due città curde, del Kurdistan iracheno, con importanti giacimenti di petrolio, da sempre nelle mire del governo di Ankara. Le reazioni anglo-americane all'incursione turca si limitano ad un infastidito disaccordo.

Un ufficiale dei marines anticipa nel pomeriggio che sono 600 i soldati iracheni catturati. In nottata il Pentagono conferma anticipazioni della stampa americana sulla resa in massa della 51 divisione di Saddam, truppe scelte che erano state inviate alla difesa di Bassora.

Secondo quanto hanno anticipato nelle scorse settimane i pianificatori del Pentagono, l'operazione Shock and Awe avrebbe come obiettivo di piegare rapidamente le difese e la capacità di resistenza dell'Iraq attraverso una violentissima campagna di bombardamenti. Si è parlato di tre, quattromila bombe lanciate in una sola notte, per distruggere e demoralizzare.