L'associazione anbientalista Verde Ambiente e società (VAS), chiede l'incriminazione di Bush e Blair, alla Corte Penale Internazionale dell'Aja

di Simone Cumbo

L'Associazione V.A.S. (Verdi Ambiente e Società) ha chiesto alla Corte Penale Internazionale dell'Aja d'istruire un procedimento giudiziario per crimini di guerra nei confronti del Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, e del Primo Ministro del Regno Unito, Tony Blair.
Dopo l'appello già indirizzato al Direttore Generale dell'UNESCO, affinché si approvasse una risoluzione urgente in difesa del patrimonio storico-culturale dell'antica Mesopotamia, minacciato irreversibilmente dalla guerra contro l'Iraq, VAS denuncia con forza all'opinione pubblica, ed agli organismi giudiziari internazionali competenti, quanto ingiustificato, illegittimo - e quindi criminale - sia l'operato di chi ha deciso di scatenare un'aggressione armata che fa strage del diritto internazionale prima ancora che di vite umane e di inestimabili risorse ambientali e culturali.
Nell'esposto sono minuziosamente elencate le circostanze che dimostrano come l'attacco americano all'Iraq non abbia nessuna legittimazione internazionale, non sia motivato affatto da una minaccia reale e dimostrata, e come risulti quindi pretestuoso, scellerato ed oggettivamente contrario all'ordinamento dell'ONU, di cui si vanno ad usurpare illegittimamente le prerogative sovranazionali.
L'esposto richiama anche le esplicite violazioni allo stesso Statuto della Corte Penale Internazionale, soffermandosi sulla perdita di vite umane e sulle lesioni che colpiscono la popolazione civile, sui "danni diffusi duraturi e gravi all'ambiente naturale" e sull'utilizzo di armi (come i proiettili ad uranio impoverito ed eventuali cariche nucleari) che costituiscono fonte di distruzione di massa e di tragiche conseguenze 'collaterali'.
VAS conta nel sostegno di tutti gli uomini e le donne che in questi giorni si sono opposti fino all'ultimo all'inevitabilità d'un conflitto armato contro l'Iraq e che oggi condannano duramente l'arroganza di chi ha voluto scatenare una guerra immotivata e criminale, contro cui tutti devono schierarsi con chiarezza, senza 'se' e senza 'ma'.