"Frammenti minuscoli della navetta cadranno anche in Italia"

ROMA - Nelle prossime settimane una nuvola invisibile di particelle del diametro di un millesimo di millimetro si diffonderà nelle latitudini medio-basse dell'emisfero settentrionale, Europa compresa. Saranno i resti microscopici della navetta spaziale Columbia, destinati a cadere giù in tutto il mondo con le gocce di pioggia. Potranno cadere anche sull'Italia. Lo spiega Vincenzo Ferrara, fisico dell'atmosfera e responsabile del Programma clima globale dell'Enea: "E' la legge fisica della dispersione in atmosfera. Quando una consistente massa di materia si incendia e vaporizza a quote comprese fra la stratosfera e l'alta troposfera, cioè fra 60 e 10 chilometri di altezza, come è successo alla navetta americana, si generano non soltanto frammenti macroscopici che arrivano subito al suolo, ma anche particelle submicrometriche che, seguendo le correnti in quota, sono destinate a restare sospese per settimane o addirittura per mesi, prima di arrivare al suolo".
L'esperto dell'Enea ha studiato e analizzato la propagazione e la caduta di questo tipo di pulviscolo ai tempi in cui le grandi potenze mondiali effettuavano in atmosfera esplosioni di ordigni atomici che scaraventavano ad alte quote elementi radioattivi, i quali, grazie alle loro caratteristiche, potevano poi essere seguiti e raccolti in varie parti del Globo.
"Bruciando a temperature dell'ordine di migliaia di gradi, la navetta ha prodotto una miriade di particelle minuscole dell'ordine di un millesimo di millimetro e anche meno. Alcune sono fatte di aerosol, cioè sono minute goccioline di vapore, la cui composizione dipende dai propellenti e da altre sostanze chimiche allo stato liquido presenti nella navetta, altre sono solide", spiega Ferrara.
La velocità di caduta di queste particelle, per effetto della forza di gravità, è lentissima, all'incirca di un metro ogni cento ore. Quindi sono destinate a restare sospese per mesi nell'atmosfera. Nel frattempo vengono sparse tutto attorno al Globo dalle correnti. Poi, quando scendono a quote più basse, le micro particelle diventano nuclei di condensazione delle goccioline di acqua e, finalmente, arrivano al suolo con le piogge. "A seconda dei materiali contenuti nella navetta, alcune particelle potrebbero essere tossiche o radioattive - sottolinea il fisico Vicenzo Ferrara -, ma per fortuna la forte diluizione in atmosfera non le rende nocive. Conoscendo i materiali originari - prevede l'esperto - potremmo addirittura riconoscerle, grazie alle analisi degli elementi in traccia, quando cadranno anche nel nostro Paese". Il massimo della caduta di particelle dovrebbe avvenire alla fine di marzo, poiché in primavera si verifica un rimescolamento di materia dalla stratosfera verso le quote più basse.

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