Si avvia la fase finale delle procedure di impatto ambientale. Gli esperti dell'Enea replicano: soluzioni tecniche adeguate
"Impossibile il ponte sullo Stretto"
Ambientalisti e Verdi ricordano la sismicità e i sommovimenti delle due coste

di Margherita Campaniolo


ROMA - La terra è "viva" tra Scilla e Cariddi, cresce impercettibilmente rispetto al livello del mare, anche se in modo diseguale. Mezzo millimetro l'anno sulla sponda siciliana, Cariddi, 4 volte di più a Scilla. Sarà impossibile costruire il ponte sullo Stretto? No, risponde uno studio geofisico e vulcanologico dell'Enea, si tratta infatti di "leggeri movimenti", da correggere con interventi di manutenzione sui due punti di aggancio della struttura sospesa sul mare. Queste valutazioni sono state fatte ieri a Roma, alla vigilia di un passaggio dalla fase di analisi all'esecuzione dell'opera. Il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli ha infatti annunciato che lunedì comincerà l'avvio della procedura di impatto ambientale per il Ponte, che si concluderà in 90 giorni. La valutazione individua gli effetti del progetto sull' ecosistema dello Stretto, inclusi il paesaggio ed il patrimonio culturale. "Si tratta di una grande responsabilità - ha detto il ministro - vista l' importanza dell'opera e, dunque, esamineremo il progetto con grande attenzione".
Ma gli Ambientalisti affilano già le armi, Wwf, Italia Nostra e Legambiente, con una nota congiunta, sostengono che "la documentazione presentata dalla società Stretto di Messina Spa è una scatola vuota, ha 100 buchi neri, è per questo che la procedura di valutazione di impatto ambientale sul Ponte va sospesa". Critici anche i Verdi, secondo i quali il progetto "sottovaluta il rischio sismico dell' area, soprattutto sul versante calabro dove è nota la presenza di una faglia attiva".
A mettere alla prova la resistenza del Ponte più che i bradisismi della costa potrebbe essere piuttosto un violento terremoto, probabile - secondo il geofisico Gianluca Valensise - tra circa 1.000 anni, con intensità pari a quella del sisma del 1908. L' evento potrebbe determinare uno spostamento di circa un metro nella distanza tra le due coste. Ma i giunti di dilatazione del ponte consentono un' escursione di 3,40 metri da ciascun lato dell' opera e, secondo i tecnici della Stretto di Messina spa, sarebbero in grado di assorbire l' impatto di un sisma fino a 7,2 gradi Richter, più violento di quello che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria con migliaia di vittime.
Le analisi e le previsioni non si basano solo su modelli matematici, ma anche sull' esperienza. Paolo Clementi, dell' Enea, ha ricordato che nel gennaio di 7 anni fa l' Akashi Kaikyo in Giappone, il ponte sospeso con campata principale più lunga del mondo, fu investito da un violento terremoto. Il sisma provocò uno spostamento permanente di allontanamento tra i due piloni di circa 1 metro e le strutture già costruite superarono egregiamente la prova, e il ponte è dunque tutt' ora percorribile. Nel caso delle coste siciliana e calabrese, gli spostamenti relativi avvengono lentamente e sono dunque controllabili.
Rino Farneti
http://www.ilpiccolo.quotidianiespresso.it/ilpiccolo/arch_20/trieste/at04/pont.html