Powell: "L'Onu in Iraq nel dopo guerra? No, ce lo teniamo noi"

Gli Stati Uniti non cederanno il controllo dell'Iraq alle Nazioni Unite se e quando riusciranno a deporre il presidente Saddam Hussein. Questa la posizione annunciata dal segretario di stato Usa, Colin Powell, mentre arrivava a Washington il premier britannico Tony Blair, che oggi ai Comuni aveva affermato esattamente il contrario.

Parlando in un'audizione della Camera dei Rappresentanti, Powell ha affermato che: "Non ci siamo assunti con i nostri alleati questo enorme fardello per poi non poter avere un controllo consistentemente dominante sul futuro (dell'Iraq). Non non saremo d'accordo ad affidare tutto, nella sostanza, a qualcuno designato dalle Nazioni Unite, qualcuno che improvvisamente assumerebbe la responsabilità dell'intera operazione".

Noi, ha aggiunto il segretario di stato, "ci siamo assunti un impegno molto più ampio: garantire che ci sia un efficace governo iracheno che, con il sostegno della coalizione, operi lasciando la coalizione come centro di gravità, sia sul piano militare che su quello civile". Il ruolo delle Nazioni Unite, secondo Powell, sarà essenzialmente quello di facilitare il contributo degli altri paesi ai costi della ricostruzione.

La questione del dopoguerra iracheno sarà al centro anche dell'incontro tra Bush e Blair e

rischia di rinfocolare lo scontro tra Washington e Londra da un lato - che, da vincitori, pretenderanno di gestire il futuro dell'Iraq - e gli altri Paesi che già sostengono che la guerra, ma soprattutto l'invasione dell'Iraq è illegale e che le Nazioni Unite non possono avallarla a cose fatte.