"ENIGMA" E LA SECONDA GUERRA DEL GOLFO


di Giuseppe Colaminč

Smettiamola di farci illusioni!
Questa guerra costerà vittime da ambo le parti, come tutte le guerre degne di tale nome. Quindi non stupiamioci se sentiamo parlare di vittime anche tra gli Anglo-Americani, di prigionieri maltrattati, di orrori, di errori, di vittime civili. E' il tributo che l'Uomo paga ogni volta che si scontra con i suoi simili, l'ha sempre pagato, al di là dei risultati finali, delle vittorie e delle sconfitte, di ogni assurda illusione su di una guerra breve e indolore.
Guerra Santa? Guerra di liberazione? Altre illusioni.
Non c'è guerra che abbia motivi e fini diversi da quelli politici, economici, utilitaristici. Anche le Crociate aveveano un fine che rappresentava solo il tornaconto del mondo occidentale, allora il petrolio non c'entrava ma i commerci con il Medio Oriente si e oggi la storia si ripete, con interessi ed ottusità contrapposte.
L'Occidente attacca per difendere la propria supremazia nell'approvvigionamento energetico ed il Medio Oriente parla di Guerra Santa invece di mostrare le sua vera motivazione: l'equiparazione economico-politica alle Nazioni Occidentali. L'hanno capito bene la Francia e la Germania, preservandosi l'opzione di un rapporto privilegiato con il Mondo Arabo qualora la crisi petrolifera ci faccia ripiombare in una nuova "austerity". In questa girandola di false motivazioni si inserisce un po' ai margini la comparsa di "ENIGMA". Non è un racconto, tantomeno ua profezia. Enigma è il nome dato in tempi non sospetti ad un singolare corpo spaziale, una minuscola nana nera che nel 2003, proprio nel mese di Marzo, avrebbe sfiorato la minima distanza dalla Terra, solo 300-mila km, la stessa distanza che ci divide dalla Luna. All'epoca gli scienziati parlarono di effetti imprevedibili sull'assetto geofisico del nostro pianeta. Oggi non possiamo fare a meno di rilevare effetti destabilizzanti sull'equilibrio politico della Terra.
Come può la vicinanza di un corpo celeste provocare eventi che richiedono una messa in atto cosciente da parte dell'Uomo? Come può una cometa o una meteora condizionare il corso della storia? Non lo sappiamo ma la tradizione ci dice che è già avvenuto. Abbiamo ancora molta strada da percorrere prima di comprendere il rapporto fra eventi astrofisici e vicissitudini umane; nel frattempo ci limitiamo a relegare questa correlazione nel mondo dell'irrazionale, astrologico, mitico, paranormale ma il risultato non cambia. E' solo il nostro positivismo a farne le spese. Enigma è vicina alla Terra ma concettualmente lontanissima per chi soffre e muore nel deserto dell'Iraq, da ambo le parti in lotta. Parlarne appare quasi offensivo per coloro i quali in questi giorni camminano con la morte a fianco, per chi, ai vertici di questa o quella Nazione, passa notti insonni nell'incertezza del domani, nel dubbio su cosa decidere, per chi, anche lontano dal teatro di guerra, vive l'angoscia di un futuro incerto, dominato dal terrrorismo globale e dalla tenebra dell'isolazionismo. Bisognerebbe essere lungimiranti e anche un po' matti per aver il coraggio di guardare in alto durante il terremoto e capire che forse l'origine del problema non sta nel ventre della Terra ma nei cieli, dove la congiuntura di forze a noi ancora ignote, condiziona gli equilibri del nostro suolo. Come mei migliori gialli, l'assassino è sempre un outsider insospettabile. Oggi guardiamo in basso e dimentichiamo che questo pianeta è solo un ammasso di roccia, indissolubilmente legato ad un equilibrio cosmico. Di questo conosciamo praticamente nulla e l'Accademia del sapere ufficiale, continua a fornirci dati inattendibili, ricavati da telescopi miopi, con lenti opacate che guardano suill'infinito senza conoscere l'ABC della prospettiva. La conoscenza richiede tempo. Auguriamoci che intanto la sequela degli eventi sia meno veloce rispetto all'evolversi delle nostre menti. Forse qualcuno o qualcosa vuole che l'Uomo continui ad essere un selvaggio confinato sulla crosta del pianeta e lo mantiene occupato proponendogli un macabro duello casalingo che lo tenga lontano dallo spazio, l'unica vera casa comune.