Un propellente solido alternativo
Secondo i ricercatori della NASA, è atossico, economico e facile da maneggiare


a cura di Margherita Campaniolo

La NASA ha sperimentato con successo un propellente alternativo per razzi che potrebbe aumentare la sicurezza e ridurre i costi dei combustibili solidi attuali. Il nuovo propellente, a base di paraffina, potrebbe alla fine essere usato anche nei booster dello Space Shuttle. Due anni di collaborazione fra la Stanford University, in California, e l'Ames Research Center della NASA hanno portato allo sviluppo di un propellente non tossico e facile da maneggiare, prodotto a partire da una sostanza simile a quella usata per la fabbricazione delle candele. I sottoprodotti della combustione di questo propellente sono anidride carbonica e acqua. Il combustibile convenzionale produce ossido di alluminio e acidi gassosi, come il cloruro di idrogeno.
"Produrre, maneggiare e trasportare i combustibili solidi tradizionali - dice Greg Zilliac, che ha partecipato al progetto - è molto costoso; ma il nuovo propellente a base di paraffina è più economico, atossico e non pericoloso. Inoltre, è molto stabile ed ecologico: un razzo solido potrebbe essere rifornito nel sito di lancio piuttosto che alla fabbrica, risparmiando denaro."
Lo scopo principale dell'ultimo programma di test della NASA era verificare se i risultati promettenti ottenuti in laboratorio presso la Stanford University potevano essere applicati alle grandi camere di combustione richieste dai sistemi di lancio spaziale.
"Un razzo ibrido equivalente allo Space Shuttle avrebbe più o meno lo stesso diametro, ma sarebbe più lungo," dice Brian Cantwell, docente della Stanford University. "I razzi ibridi, che usano il propellente a base di paraffina, possono essere regolati in un ampio intervallo di spinte, e anche spenti e riaccesi. Questo è uno dei motivi per cui questi razzi potrebbero essere usati al posto dei booster della navetta spaziale, che una volta accesi non possono essere spenti. Un razzo ibrido utilizza un ossidante liquido che viene fatto evaporare prima dell'immissione nella camera di combustione che contiene il propellente solido. Dopo l'accensione si sviluppa una fiamma, sulla superficie del propellente, che fa sublimare il solido, sostenendo la combustione."
Una prima fase del programma di prova è consistita in circa 40 accensioni del motore, ma i ricercatori della NASA contano di compiere un totale di almeno 200 test, tutti della durata massima di 20 secondi.

Fonte: http://www.lescienze.it/index.php3?id=6630