Nel corso di questo secolo, il genere umano farà scelte decisive sull'uso dello spazio e dell'intero sistema solare", dice Antonio Rodotà, Direttore Generale dell'ESA.

Per scopi esclusivamente pacifici

Di M. Campaniolo

"Dobbiamo essere abbastanza forti da poter garantire che l'Europa sia presente quando sarà giunto il momento di prendere le decisioni".

Nelle parole del Direttore Generale dell'ESA che hanno lo scopo di chiarire lo spirito che anima tutta l'attività dell'Ente Spaziale Europeo, una speranza che davvero la scienza sappia prendere le distanze dagli scopi bellici. Tali scopi, purtroppo, "foraggiano" l'attività di ricerca o utilizzano in negativo quanto l'uomo viene a scoprire ed inventare.

Questa la grande preoccupazione ed il monito dello stesso Einstein nel suo messaggio/testamento-spirituale affidato a Bertrand Russell (amico fraterno dello scienziato) e che, alla morte di questo, rese pubblico; in questo "testamento spirituale", scritto dal grande scienziato negli ultimi suoi giorni di vita, in cui esprime l'orrore di vedere le scoperte di uomini come lui usate per opere di distruzione, tra l'altro si legge: "Questo, dunque, è il problema che vi presentiamo, netto, terribile e inevitabile: dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?

Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo capaci di dimenticare le nostre controversie?
Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo Paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale
".

E, recentemente, il premio nobel Rita Levi Montalcini ha dichiarato: "Gli scienziati sono corresponsabili dello sviluppo delle armi moderne ipertecnologiche. La scienza deve andare avanti, ma senza perdere di vista l'etica, se non vogliamo minacciare la sopravvivenza della specie umana".

Ci auguriamo, un po' forse da illusi, che tutto questo sia finalmente ascoltato. Chimera, alla luce di ciò che ci accade attorno? Che l'uomo impari? Direi che l'uomo finalmente "cresca", prima che sia troppo tardi.

Margherita Campaniolo

Antonio Rodotà, Direttore Generale dell'ESA:

"L'esplorazione dello spazio è incominciata sotto forma di un intenso antagonismo fra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti, quando cercavano di predominare l'uno sull'altro ai tempi della guerra fredda. Satelliti di sorveglianza militari erano allo studio prima ancora che fosse lanciato, nel 1957, il primo Sputnik. Sono stati adattati dei missili nucleari per farne dei lanciatori. Le realizzazioni nei campi della scienza spaziale civile, dell'esplorazione della Luna, dell'osservazione della Terra e delle telecomunicazioni derivano per buona parte dai programmi militari o sono il risultato della volontà delle superpotenze di dimostrare la loro superiorità in materia di tecnologia spaziale. La guerra fredda e la corsa allo spazio sono culminate nella "Star Wars", l'iniziativa di difesa strategica degli Stati Uniti lanciata negli anni '80, che mirava a distruggere in volo i missili nucleari.

Questo era il mondo in cui è nata l'Agenzia Spaziale Europea. La promessa, contenuta nella convenzione che l'ha creata, di promuovere la cooperazione nello spazio "per scopi esclusivamente pacifici" aveva una maggiore risonanza negli anni '70 di quanto non ne abbia adesso. Tuttavia, sarebbe ingenuo pensare che la fine della guerra fredda abbia posto termine agli usi militari dello spazio. Gli Stati Uniti, la Russia, la Cina ed alcuni membri dell'ESA stessa proseguono importanti programmi militari.

Più lo spazio sembra prezioso, maggiore è il rischio di un conflitto. Un attacco su un satellite essenziale potrebbe provocare una guerra a terra. Lo scenario da incubo sarebbe l'estensione nello spazio interplanetare delle guerre navali e delle lotte per appropriarsi territori, risorse e vantaggi strategici che sono infuriate sugli oceani del nostro pianeta dal XVI° al XX° secolo. Più benigna nell'intento, ma comunque da non prendere alla leggera, è la proposta di lanciare nello spazio potenti armi nucleari per deviare o frantumare un asteroide che si diriga verso la Terra.

Il carattere multinazionale dell'ESA ed il suo vincolante impegno di intraprendere soltanto attività scientifiche le fanno un posto a parte fra le agenzie spaziali del mondo. Un modo di cercare di evitare i conflitti dello spazio consiste nel promuovere la collaborazione in materia di attività spaziali civili a livello mondiale. L'ESA coopera bilateralmente con altre agenzie ad una tale quantità di missioni spaziali diverse che le occorrono uffici permanenti a Washington e a Mosca, uffici che di fatto sono vere e proprie ambasciate spaziali.

Durante la guerra fredda, l'ESA ha preso l'iniziativa di uno scambio quadrilaterale con le agenzie spaziali degli Stati Uniti, della Russia e del Giappone nell'ambito dell'Inter-Agency Consultative Group for Space Sciences, creato in Italia, a Padova. Il suo primo compito è stato, nel 1986, di coordinare le osservazioni delle cinque sonde spaziali che dovevano andare incontro alla cometa di Halley. Attualmente esiste una intensa collaborazione nel quadro di un secondo programma interagenzia sulle scienze del Sole e della Terra. Nel 1999 si è presentato un terzo tema di cooperazione: l'ulteriore esplorazione delle comete e degli asteroidi. L'ESA partecipa anche alla Stazione spaziale internazionale, che si può considerare come una celebrazione, da parte delle varie agenzie, della fine della guerra fredda nello spazio.

Esiste un quadro di legislazione spaziale internazionale volto a limitare la militarizzazione dello spazio e a minimizzare i litigi sui suoi usi civili. Si può citare in merito il Trattato sullo spazio extra-atmosferico, il Trattato sulla Luna, una serie di risoluzioni e di principi dell'ONU ed una giurisprudenza in fase di sviluppo. Nel 1989 l'ESA ha creato il Centro europeo di legislazione spaziale per migliorare la ricerca, l'insegnamento e la pratica in questo campo di relazioni internazionali sempre più importanti e più complesse.

La forza con la quale l'ESA potrà far sentire la sua voce nella diplomazia spaziale dipende dal suo impegno pratico negli argomenti in questione. Il pianeta Marte è un caso tipico: un giorno si solleveranno questioni in merito agli eventuali rischi che vi saranno nel riportare campioni di Marte sulla Terra e alla creazione di stazioni abitate sulla sua superficie piuttosto che considerare il pianeta rosso come una riserva naturale. Sinora solo gli Stati Uniti e in minor misura la Russia hanno inviato sonde esplorative verso Marte. Una nuova era si aprirà quando la sonda Mars Express dell'ESA vi giungerà nel 2003. Se da un lato fornirà al programma internazionale di esplorazione scientifica del pianeta i rilevanti contributi che ci si aspetta, dall'altro Mars Express darà all'ESA una maggiore autorità quando si tratterà di dibattere in nome dell'Europa sulle questioni relative a Marte".
Fonte ESA