La Cia: "Dietro le parole di Osama ci può essere l'ordine di attacco"

Di Grillo Sparlante

E se invece il nastro se lo fossero inventato loro, per giustificare l'attacco all'Iraq? Ma come, l'inafferabile Bin Laden spunta fuori dal cappello del prestigiatore proprio ora, con innegabile tempismo, e trascina nelle peste Saddam, proprio quando mezza Europa protesta contro la guerra? O Bin Laden è scemo, o gli americani pensano che gli scemi siamo noi. La CIA autentica il nastro, prima ancora di vederlo, e si dimentica che con il digitale si puo' fare di tutto, far incontrare Kennedy a Forrest Gump e i dinosauri al Jurassic Park.

Ma il video serve, come alibi per legittimare la guerra che nessuno vuole, tranne Bush, che deve a tutti i costi risanare la propria economia; l'Inghilterra gli tiene bordone, come ha sempre fatto, e fa carte false, inventando falsi rapporti, perchè non è immune dalle guerre per il petrolio (ricordare la "misteriosa" invasione delle Faulkland? Nessuno venne mai a dirci che era una guerra per il petrolio, e nessuno capì mai perchè gli inglesi vi partissero ari e bagagli...); e l'Italia lo appoggia. Dopo avere portato nell'Afganistan "liberato" (ove non ci son più i talebani assassini, ma signori della guerra che hanno dato la stura al clientelismo più becero, senza risollevare la triste sorte del Paese) la televisione, si vuole adesso portare le antenne della tv commerciale a Baghdad? Ma gli iracheni già ci vedono, via satellite.

Ma vabbe', la CIA non ha dubbi. Il conto alla rovescia per la prossima strage di Al Qaeda potrà ebbe già essere cominciato. La Cia e l'Fbi sono al lavoro sul testo dell'ultimo proclama di Osama bin Laden, per cercare di capire se nasconda messaggi nascosti per i seguaci e se, come nel recente passato, possa essere considerato una chiamata all'azione. Ma Bush rincuora i suoi concittadini. "Renderemo il mondo più sicuro e pacifico", ha detto il presidente americano. Ma chi ci proteggerà dal presidente americano? La lista degli "stati canaglia" si allunga; toccherà poi a Cina e Corea. E poi, ancora, a chi?

Il ritorno sulla scena di Bin Laden ha provocato due reazioni principali nell'ambiente dell'antiterrorismo americano. Analisti ed esperti si interrogano in primo luogo su come interpretare i riferimenti di Osama a Saddam Hussein, per capire se il messaggio diffuso dalla tv Al Jazira sia la prova che gli Usa cercano da tempo di un legame diretto tra Al Qaeda e l'Iraq.

Ma l'intelligence ha un'esigenza più immediata: capire se il terrorista saudita, con le sue parole, abbia inserito l'innesco nel timer della prossima esplosione. "Bin Laden ovviamente ha cercato di alimentare la fiducia tra i suoi seguaci", ha detto il direttore della Cia, George Tenet, aggiungendo che spesso le parole di Osama "sono seguite da attacchi". Gli Stati Uniti sono da venerdì' scorso in stato di allerta arancione, un livello di pericolo subito al di sotto di quello massimo (rappresentato dal colore rosso), in seguito ad informazioni di intelligence che segnalano qualcosa di "spettacolare" in preparazione.

Tenet ha ribadito oggi che nell'ambiente di Al Qaeda sono state intercettate comunicazioni che fanno pensare ad attentati legati al periodo sacro dell'hajj, il pellegrinaggio musulmano alla Mecca in corso in questi giorni. Tra gli elementi che hanno fatto scattare l'allarme, secondo quanto rivela il Wall Street Journal, ci sono anche continui riferimenti da parte dei terroristi a "pacchi" destinati all'America, un'espressione che in passato e' stata usata per parlare in codice di bombe.

Negli Usa, all'indomani del messaggio, si sono diffuse voci di un'innalzamento del livello di allerta fino al rosso, ma nessun passo e' stato compiuto dalla Casa Bianca. Da quando il semaforo del pericolo e' stato istituito, all'inizio del 2002, l'allerta rossa non E' mai stata raggiunta, anche perchè rappresenta il segnale di un attacco già in corso. Ma che l'allarme nell'intelligence sia al massimo, lo ha dimostrato Tenet quando ha spiegato al Congresso che gli ultimi due messaggi attribuiti ad Osama, ad ottobre e a novembre 2002, furono poi seguiti da una serie di attentati: l'esplosione su una petroliera francese in Yemen, l'uccisione di militari americani in Kuwait, l'attentato nella discoteca di Bali e il duplice attacco anti-israeliano a Mombasa (Kenya).

La National Security Agency, l'agenzia federale che si occupa di spionaggio elettronico, non si e' ancora pronunciata in modo definitivo sull'ultimo messaggio di Osama, ma varie fonti dell'amministrazione Bush sostengono che non ci sono dubbi sulla sua autenticità. Tra i molteplici punti toccati da Bin Laden nel suo proclama, quello che tra gli esperti suscita più interrogativi e' il riferimento al "governo socialista di Saddam", che Osama indica come "infedele" e della cui sorte non sembra preoccuparsi. Bin Laden nel messaggio lascia però anche capire che in questo momento gli interessi dei musulmani coincidono con quelli di Saddam e sembra così' schierarsi al suo fianco nella guerra contro gli Usa.

Tenet non ha voluto parlare, nella parte pubblica del suo secondo giorno di audizioni in Congresso, dell'interpretazione che la Cia dà di questa parte del testo, ma ha sottolineato che si tratta di parole "che non hanno precedenti" nel lessico di Osama bin Laden. Strano, no?

Per gli esperti indipendenti, però, non e' abbastanza per sostenere che gli Usa abbiano trovato la prova dei legami tra Al Qaeda e Iraq. "Non mi sembra che la sua sia stata una forma di sostegno al regime iracheno, la vedo più come uno sfruttamento astuto delle emozioni attuali", ha detto Brian Jenkins, della Rand Corporation. "Non ha abbracciato Bagdad", concorda Ben Venzke, un altro esperto autore di un libro su Al Qaeda, secondo il quale "e' interessante la scelta dei tempi, perchè Osama dedica molta attenzione ai media".

"Il nastro non fornisce la prova dell'alleanza con l'Iraq", dice Kenneth Katzman, esperto del Congressional Research Center. "In pratica ha definito Saddam un comunista e lo ha indicato come l'ennesimo dittatore arabo. A dire il vero, e' piuttosto denigratorio nei confronti del leader iracheno".

Saddam merita di essere rovesciato, ma non sostituiamo una dittatura locale con una dittatura planetaria, ad opera del presidente Bush. Quanto ai palestinesi, che manifestano pro-Saddam, meglio sarebbe se tenessero la bocca chiusa. Già ai tempi della prima Guerra del Golfo si schierarono dalla parte sbagliata, e questo non aiuta certo la loro causa.