Europa nello spazio con i razzi dellŽAvio

di Margherita Campaniolo


I manifesti sui muri proclamano: "Colleferro città dello spazio". Proprio a ridosso del centro storico di questa località, circa cinquanta chilometri a sud di Roma, cŽè lo stabilimento dellŽazienda aerospaziale Fiat Avio. Azienda diventata oggetto del desiderio a livello internazionale per la possibile cessione nellŽambito del piano di rilancio della Fiat e da ieri chiamata a compiti di guida senza precedenti nel suo settore in Europa. NellŽanfiteatro allŽinterno dellŽarea dello stabilimento, con gli ingegneri e i tecnici che occupano tutti gli spazi, viene firmata una valanga di documenti: sono i contratti con i quali la Fiat Avio ottiene dallŽEsa (lŽAgenzia spaziale europea) la responsabilità totale dello sviluppo del lanciatore Vega, il razzo vettore per la messa in orbita di satelliti di dimensioni medie e piccole, e ha il compito con il Cnes (lŽente spaziale francese) di realizzare il motore P80 per il primo stadio. Così Colleferro si sente un poŽ la capitale europea dello spazio. La Fiat Avio è la prima società che si sia mai aggiudicata in Europa il ruolo di guida per un programma spaziale come il Vega, nato dalla collaborazione fra sette paesi. Ecco dunque cosŽè la realtà della Fiat Avio. Un lungo lavoro alle spalle, ma il suo amministratore delegato Saverio Strati si preoccupa solo di quello che cŽè davanti. Tanto che dice che la firma dei contratti "non è punto di arrivo", ma "un primo traguardo" e soprattutto "lŽinizio di unŽavventura". "EŽ una buona giornata per lŽItalia" si compiace Jean-Jacques Dordain, direttore dei lanciatori dellŽEsa, annunciando che il nuovo Vega, destinato ad allargare il mercato delle piccole missioni di satelliti governativi, scientifiche commerciali, sarà disponibile dal 2006. Con il P80 nasce una nuova generazione di motori a propellente solido con prestazioni superiori e costi inferiori. Antonio Rodotà, direttore generale dellŽEsa, riconosce alla Fiat Avio "la tenacia, la costanza, la forza della volontà, il credere che quello che si sta facendo è valido". Con Colleferro e i suoi seicento addetti lŽItalia, che stenta nella ricerca, riesce a trainare lŽEuropa nellŽinnovazione. In una nota la Fiat Avio fa osservare che il nuovo lanciatore "rafforza la missione strategica di assicurare un accesso europeo indipendente allo spazio". Il programma vale per lŽazienda un fatturato di 181 milioni di euro, il 63% del totale. Un ordine importante: il fatturato della Fiat Avio dellŽattività spaziale nel 2002 è di 220 milioni di euro (quello complessivo di 1.500). Guido Possa, viceministro dellŽistruzione, dellŽuniversità e della ricerca, vede nei contratti firmati ieri un buon segnale per il futuro. Giovanni DellŽElce, sottosegretario alle attività produttive, definisce la Fiat Avio "una realtà per lŽindustria italiana". E Sergio Vetrella, presidente dellŽAsi (lŽAgenzia spaziale italiana, impegnata con il 30% nellŽElv, la società costituita per dar vita al nuovo lanciatore e di cui la Fiat Avio detiene il 70%) vede concretizzarsi con i contratti firmati ieri "idee a volte difficili da sognare". Per la Fiat Avio, forte del nuovo ruolo guadagnato in Europa, è il momento di altre sfide. Con "il lavoro vero" che comincia ora, come avverte Strati. Con la crisi in corso del settore spaziale a livello mondiale da superare. Con un possibile nuovo assetto azionario. "Il governo guarda con molta attenzione a un eventuale intervento italiano della Finmeccanica" afferma DellŽElce, precisando che cŽè una valutazione in corso anche per la francese Snecma. Interpellato dai giornalisti sulla Snecma, Strati ricorda i rapporti esistenti "da molti anni" dicendo di rispettarne "le competenze" e aggiungendo: "Tutto dipende dagli accordi che si potranno sviluppare, lŽimportante è crescere, svilupparsi, valorizzare le competenze professionali". Insomma, sottolinea lŽamministratore delegato, "è auspicabile un assetto azionario che consenta allŽazienda di continuare a sviluppare e a crescere". Azienda, puntualizza Strati, che "vale molto".
Fonte: La Stampa