La fine di un osservatorio

Almeno sei telescopi sono andati perduti

A cura di Margherita Campaniolo

Anche se forse può sembrare un dettaglio irrilevante, di fronte alla tragedia delle persone colpite, gli incendi che imperversano in Australia hanno fatto una vittima illustre: l'osservatorio astronomico del Mount Stromlo.

"Il fuoco ha risalito la montagna e inghiottito tutto," ha riferito David Herald, un esperto di occultazioni che vive nella zona. Almeno sei telescopi sono andati perduti, fra cui il riflettore Grubb-Parson di 1,9 metri, il Great Melbourne di 1,3, e il rifrattore Yale-Columbia da 70 centimetri. Oltre a questo, l'incendio ha distrutto anche il rifrattore Odie da 23 centimetri e una stazione di misura lidar, dotata di un telescopio di un metro. Ma la perdita più importante per la scienza è forse quella che si è verificata nell'officina, dice John Howard, della Canberra Astronomical Society. Nell'officina si stava infatti completando la lavorazione di uno spettroscopio per immagini da 5 milioni di dollari, che entro pochi mesi sarebbe stato installato sul telescopio Gillet da otto metri, installato a Mauna Kea.

Gli incendi hanno avuto inizio circa una settimana fa, originati da una serie di fulmini nel parco nazionale Namadgi, circa 30 chilometri a sud ovest di Canberra. Per via dell'inaccessibilità della zona, combinata con le condizioni estremamente secche, i pompieri non sono stati in grado di spegnere questi incendi.

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