Il Resto del Carlino - 26 marzo 2003 - Ed. Ancona

Ancora senza spiegazione le improvvise luci misteriose che appaiono sull'Adriatico

GABICCE - Forse è capitato anche a voi, la sera, di guardare verso il mare e osservare in cielo strani bagliori. Si tratta di luci intense, che sembrano pulsare quasi come se stessero respirando; hanno un colore rosso- arancio e appaiono improvvisamente per svanire subito dopo, chiudendosi in se stesse. Raggiungono una magnitudine variabile simile a quella di Venere, a volte si sdoppiano o si triplicano e poi si ricompattano. Ebbene, il fenomeno sembra essere molto diffuso lungo la costa adriatica, soprattutto tra Ravenna ed Ancona, si manifesta prevalentemente tra le 20,30 e le 23, in particolare tra agosto e settembre, tanto che gli astrofili dell'osservatorio astronomico Copernico di Saludecio, dopo aver ripetutamente assistito alle inspiegabili apparizioni, hanno deciso di approfondire le indagini, creando un progetto di ricerca denominato "Cross Project". I primi risultati dello studio sono stati presentati al pubblico al Centro civico di Gabicce Mare. "Da almeno tre secoli, in parti diverse del mondo, sono riferiti avvistamenti di luci anomale che hanno alimentato leggende e storie di fantasmi e di ufo - racconta Jader Monari, ricercatore del dipartimento di Radioastronomia del Cnr di Medicina (Bo) -. La testimonianza più antica è una lettera inviata a Carlo II D'Angiò dall'eremita Paolo della Selva che, nel 1297, descrive dettagliatamente l'apparizione di "globi di luce" sul santuario di Loreto. Ma esistono testimonianze recenti da tutti i continenti. Apparizioni analoghe alle nostre si hanno per esempio in Norvegia, a Hessdalen, studiate dal progetto Embla. Quì, in particolare, sono state trovate tracce sulla neve che non si è sciolta, ma pressata, e i batteri intorno si sono completamente estinti. Questo ci fa intuire i loro possibili effetti sull'uomo". Fino a ora non è stato possibile dare una spiegazione scientifica del fenomeno. Il monitoraggio compiuto con assiduità dal gennaio del 1997 ha permesso tuttavia di creare una statistica quantitativa, che si confronta con le ricerche già effettuate in tutto il mondo. "La prima indagine che abbiamo fatto - racconta la ricercatrice Fabiana Fiatti - è stata quella di analizzare i fenomeni e confrontarli con quelli conosciuti. Abbiamo subito escluso che si tratti di luci convenzionali, aerei, meteore o piattaforme di gas metano, molto diffuse in Adriatico. Poi abbiamo confrontato le luci con alcuni fenomeni di origine microbiologica, come i fox fire o i fuochi fatui e con fenomeni atmosferici. In tutti i casi abbiamo però riscontrato diversità, per cui la loro origine resta a tutt'oggi un mistero". "Per ora non abbiamo una spiegazione scientificamente plausibile - conferma Gianfranco Lollino, coordinatore del progetto Cross - però ci proponiamo di incrementare i monitoraggi, creando delle postazioni fisse sul Parco del Monte San Bartolo e a Portonovo".
di Francesca Pedini



Il Resto del Carlino, 28 agosto 2001.

Le luci di Hessdalen sull'Appennino

Spettacolari fenomeni di luci misteriose, attribuibili alle cosiddette "Luci di Hessdalen", si sono verificati nelle Marche. Il fenomeno sarebbe stato notato sui Monti Sibillini, nell'Appennino marchigiano, precisamente nella zona di Forca Canapine (Ascoli) in luglio e nella notte tra il 25 e il 26 agosto. Le luci furono notate per la prima volta in una località della Norvegia, Hessdalen, da cui la loro denominazione. Il Resto del Carlino, 28 agosto 2001.

http://www.ufoitalia.net "Sine pennis volare haud facile est". Plauto. Per annullare l'iscrizione
federicodezi-unsubscribe@yahoogroups.com