Noi pacifisti mai così forti: nessuno si beve più le bugie dell'Impero

DAL NOSTRO INVIATO Michele Farina del Corriere della Sera

PORTO ALEGRE - E' seduta su una panchina: pantaloni di seta azzurra,
camicia bianca, brillante al naso, 43 anni e molti capelli grigi. La
scrittrice indiana Arundathi Roy ("Il dio delle piccole cose") è una
delle voci più ascoltate del movimento pacifista. Tra poco parlerà
allo stadio Gigantinho, davanti a migliaia di no global.

Marcerebbe oggi contro Saddam Hussein?

George Bush è più pericoloso. Ma Saddam resta un brutale dittatore e
sono pronta a marciare anche contro di lui. In fondo non sono nemici,
fanno parte dello stesso sistema.

Gli slogan sono tutti contro "Attila Bush" e "Blair assassino".

L'Impero che soggioga il mondo non comprende solo il governo Usa, i
satelliti europei, le istituzioni come il Fondo Monetario, le grandi
corporation.

Chi manca all'appello?

Li chiamo regimi fascisti. Non solo Saddam. Faccio un esempio del mio
Paese: nel marzo scorso nel Gujairat duemila musulmani sono stati
scannati dagli indù in un pogrom sponsorizzato dal primo ministro
dello Stato, Narendra Modi, mentre il nostro bravo premier Vajpayee
presentava le sue poesie a Mtv. Se Modi fosse Saddam, quelle atrocità
sarebbero finite sulla Cnn. Ma siccome il mercato indiano è aperto
agli investitori globali, - quel massacro è passato inosservato.

Che fare con l'Iraq?

Non certo bombardare. L'obiettivo dovrebbe essere lo sviluppo di una
società civile.

A Saddam questo non piace.

E' un processo lento. Primo, via le sanzioni. In fondo anche la
Spagna ha vissuto per anni sotto il regime di Franco. E' stata
bombardata per questo?.

Dov'era durante la guerra del Golfo del '91?

In India. Avevo 30 anni. Non vidi niente alla tv. Solo i ricchi
andavano negli alberghi a cinque stelle dove avevano appena
installato la Cnn.

Meglio Bush o Blair?

Il primo è un uomo d'affari stupido, il secondo un politico che si
crede di sinistra. Hanno lo stesso obiettivo. Perché dovrei scegliere?

La guerra ci sarà?

Sì. L'opinione pubblica internazionale è contraria. Ma Bush se ne
infischia.

Una sconfitta dei pacifisti?

L'opposizione alla guerra non è mai stata così forte. Dal Sudamerica
alla Gran Bretagna, dalla Turchia agli Stati Uniti. Ieri al Forum si
parlava della protesta contro la guerra in Vietnam: nacque quando i
sacchi neri con i cadaveri dei soldati morti cominciarono a tornare a
casa. L'opposizione a questa guerra non ha dovuto aspettare i morti.
Negli Usa è fortissima. Questo è un grande risultato. E' ormai chiaro
che gli argomenti per giustificare questa guerra sono bugie che
nessuno si beve più.

La più grande?

La più ridicola: che l'America voglia portare la democrazia in Iraq.

Cosa l'ha colpita di più del Forum Sociale di Porto Alegre?

La gioia. In India la protesta non violenta ha una matrice gandhiana.
Ascetica: niente gioia, niente sesso. Io invece sono una cattiva
ragazza, non sono vergine, eccetera. E qui mi sento meno sola.