LE PROVE IRAK NON CONVINCONO L'ONU

NEW YORK - Mentre fonti del Pentagono fanno sapere che entro il 15 febbraio saranno 150 mila gli uomini pronti ad entrare in azione nell' area del Golfo, il segretario di Stato Usa presenta al Consiglio di sicurezza la sua relazione e le prove che dimostrerebbero le menzogne di Saddam Hussein e le violazioni delle risoluzioni delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare e sulla produzione di armamenti di distruzione di massa. Una larga parte del rapporto e' dedicata anche ai presunti rapporto tra Baghdad ed il terrorismo internazionale, con riferimenti ad infiltrazioni ed attivita' di cellule dell' integralismo islamico in diversi Paesi europei ed in particolare in Italia. Ma, l' esposizione di Powell non modifica la posizione di Francia, Germania e Russia.
Il segretario generale del Palazzo di Vetro Kofi Annan dichiara che la guerra non e' inevitabie e che si deve attendere il rapporto degli ispettori Onu il prossimo 14 febbraio e solo dopo si valutera' se l'atteggiamento dell' Iraq e' cambiato o meno. E l' ambasciatore iracheno alle Nazioni Unite Mohammed Aldouri contrattacca: definisce le accuse di Powell solo menzogne e ribadisce che Baghdad e' pronta a fornire tutte le informazioni.