I profondi burroni di Marte sono stati creati dall'acqua
Il ricercatore: "Su Marte c'è tanta neve..."

20 febbraio 2003 - Un geologo americano ha elaborato una nuova teoria sul come siano nati i profondi burroni che caratterizzano la superficie di Marte: acqua che ha sgocciolato per lo scioglimento di nevi in migliaia di anni avrebbe causato le fessure e questa teoria potrebbe aiutare gli scienziati a cercare segni di vita sul pianeta rosso. Il geologo, Philip Christensen dell'università statale dell'Arizona, ha esposto la sua teoria sull'autrorevole giornale Nature e suggerisce che anche se al momento Marte è terribilmente freddo, l'acqua delle nevi sciolte potrebbe aver creato i burroni nelle latitudini medie del pianeta in un periodo di circa 500.000 anni. La ricerca dell'acqua su Marte è essenziale per sostenere la vita.
Finora sono state molte le spiegazioni sulla formazione dei burroni: alcuni hanno detto che essi sono stati scavati da sorgenti o dallo scioglimento di ghiaccio appena sotto la superficie marziana. Christensen sostiene invece che la neve si è creata e poi si è sciolta per le oscillazioni del pianeta.
La sua teoria si basa sul comportamento dell'asse marziano. L'asse del pianeta rosso oscilla lentamente. In un periodo compreso fra 100.000 e un milione di anni la sua oscillazione può mutare fino a 20 gradi. Quando l'asse oscilla ad una certa distanza dal sole, secondo Christensen, il calore della stella cade più intensamente del normale su uno dei poli di Marte. Il calore crea vapore acqueo dal ghiaccio polare e il vapore si trasforma successivamente in neve che cade sulle latitudini medie vicino alla linea dell'equatore marziano. In seguito, quando l'asse è più dritto e il sole illumina più direttamente le latitudini mediane, la neve si scioglie creando l'acqua che scava i burroni. Il geologo ha detto di aver elaborato questa teoria dopo aver esaminato fotografie prese cinque anni fa dalla sonda Surveyor.