IL VIAGGIO DEL SATELLITE "ROSETTA" E DEL ROBOT "LANDER"
MA C'È VITA SULLE COMETE?

Intorno a Wirtanen per capire se ci sono ossigeno, azoto, idrogeno e carbonio, le molecole indispensabili alla vita.

Bisognerà aspettare otto anni, però è sicuro che la cometa Wirtanen si vendicherà di noi "acchiappando" un satellite. In verità, è l'uomo che aiuterà la cometa a vendicarsi per avere osato svelarne i misteri. Considerate per secoli e secoli - addirittura millenni - portatrici di sventure e di messaggi apocalittici, le comete in realtà altro non sono se non una miscela di ghiaccio e polvere. Esse sono depositarie di notizie sulle origini del Sistema solare e forse - secondo alcuni studiosi - della stessa vita qui sulla Terra. Wirtanen viaggia alla velocità di 135.000 chilometri orari. È un autentico iceberg cosmico e il satellite che deve raggiungerlo si chiama Rosetta. Dovrà percorrere un miliardo di chilometri nei prossimi otto anni girando prima attorno alla Terra e poi a Marte e a due asteroidi giganti, Siwa e Otawara, allo scopo di raggiungere l'orbita desiderata usando l'attrazione gravitazionale di questi corpi, come farebbe un ragazzo che ripete più volte il giro della sua fionda prima di lanciarla verso il bersaglio scelto. Quando arriverà al traguardo, i numerosi computer di bordo faranno il necessario per mettere Rosetta in orbita attorno a questo pezzo di ghiaccio dal diametro di 1.200 metri. Gli stessi computer guideranno il robot - battezzato Lander - affinché atterri dolcemente. Non sarà un'impresa facile, ma se tutto andrà come previsto Rosetta potrà trasmettere a Terra per ben 18 mesi consecutivi le immagini che riceverà da Lander. Potrebbero venir fuori le prove che su Wirtanen ci sono le quattro molecole indispensabili per la vita: idrogeno, ossigeno, azoto e carbonio. Su questo dettaglio, estremamente interessante, si accende l'interesse di tutti coloro i quali pensano che la vita su questo satellite del Sole, nel quale noi ci troviamo, sia arrivata dalle comete. Un mio vecchio amico, il professor Mayo Greenberg, ne era convinto e studiò con interesse le comete, le loro strutture e tutti gli elementi che permettono di investigare con rigore questo problema. Progettammo insieme diversi esperimenti, senza però realizzarli mai. Motivo: dopo avere studiato innumerevoli dettagli, concludevamo che quella strada non avrebbe prodotto alcun risultato degno di essere pubblicato. Rimane tuttavia il fatto che questo tema non smette di affascinare un po' tutti: credenti e non credenti. I credenti in quanto convinti che nessuno riuscirà mai, partendo da un gruppo di molecole, a innescare la scintilla della vita. I non credenti in quanto convinti dell'esatto contrario. Occasioni come questa del satellite Rosetta riaccendono l'interesse e animano nuovi dibattiti. Dibattiti cui vorremmo contribuire con una nota chiarificatrice. Facciamo l'ipotesi che Lander, grazie a Rosetta, riesca a darci la prova che sulla cometa Wirtanen ci siano le quattro molecole essenziali per costruire un sistema in grado di vivere. Se questo avvenisse, non mi si dica che è la prova cercata. Alcune condizioni nelle quali è stata la cometa durante il suo viaggio cosmico possiamo riprodurle in laboratorio, per esempio le temperature. Altre no, come le pressioni e i livelli delle poco note radiazioni cosmiche. Se fossimo in grado di riprodurre tutte le vicende cosmiche di Wirtanen, avremmo qui sulla Terra un laboratorio nel quale verificare se il materiale dotato di vita si sia ridotto alle quattro molecole di materia inerte a causa del lungo viaggio cosmico subito. Il problema centrale non è capire se la vita su Wirtanen è scomparsa. Il nocciolo del discorso è se, partendo dalle quattro molecole di materia inerte, è possibile far nascere la vita. Se fosse possibile dovremmo essere in grado di farlo anche noi qui in laboratorio. Un risultato non sufficiente Se nessuno riesce - nonostante gli innumerevoli tentativi finora fatti -, i risultati di Rosetta sull'esistenza delle molecole essenziali per la vita non devono portare a concludere che nella cometa la vita c'era, ma è stata cancellata dalle condizioni del viaggio cosmico subite dalla cometa. Viaggio e condizioni che - lo ripetiamo ancora una volta - noi in laboratorio non sappiamo riprodurre. Per non annoiare troppo il lettore: se fosse possibile trasformare la materia inerte in materia vivente, lo avremmo già saputo fare qui sulla Terra. Cercare nelle comete tracce di materia inerte - come sono appunto le molecole -, indispensabile alla materia vivente, è molto interessante. Trovare queste tracce non significherà però (lo diciamo ora per allora) che la vita esisteva già sulle comete e che è stata da esse portata qui sulla Terra.
Antonino Zichichi

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Carmelo Scuderi
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