IRAK, LA GUERRA CHE NESSUNO VOLEVA

Il lettore Giuseppe Mazzei ci scrive: "E insomma, questa guerra non la vuole nessuno, nemmeno gli americani, una sola metà dei quali si è detta favorevole. La vuole Bush, ed il nostro presidente del consiglio gli dà man forte (forse che, dopo l'Afganistan, c'è da portare anche in Irak Canale 5?). La Francia non è d'accordo, il resto dell'Europa pure, con la sola eccezione dell'Inghilterra che sin dai tempi delle Faulkland ha sempre appoggiato le "guerre per il petrolio" (sempre spacciate per guerre per gli ideali, per la difesa della democrazia). E "fratello Kim", per ritorsione, minaccia di far saltare in aria il pianeta con le testate nucleari, stufo dell'ingerenza politica americana (dai tempi della divisione delle due Coree). Certo, Saddam se le merita, ma chi ci va di mezzo è sempre la gente. Scommettiamo che il rais di Bagdad è già bll'e pronto a buttare quintalate di batteri, per sterminare i soldati americani che invaderanno l'Irak? Lui, come al solito, la farà franca e chi ci andrà di mezzo saranno solo i poveri disgraziati. Lui si ritirerà ricco e felice in qualche Paese d'Europa (forse che la famiglia di Bin Laden non se la spassa in Francia? Altro che burqa!), Bush avrà il petrolio irakeno, i8 signori della morte che vendono rilanceranno l'economia americana e tanti statunitensi non perderanno il posto di lavoro. Tutti felici e contenti, tranne i morti. L'aspetto paradossale è che l'America combatte i nemici che ha armato: Bin Laden, istruito per combattere i russi; Saddam, foraggiato per destabilizzare il regime iraniano degli ayatollah, poi privato della "mancia politica" che s'attendeva e diventato alla fine un irriducibile nemico. Ma a questo punto mi domando: anzicchè andare a bombardare Saddam (o meglio, i poveri irakeni vittime di una dittatura e bersagli degli States) non si farebbe prima a sanzionare quelle ditte europee e americane che a Saddam vendono le armi chimiche, le mine antiuomo e le tecnologie nucleari?".