IL MONDO IN GUERRA

Di Margherita Campaniolo

Iraq: Usa e Gb in minoranza Consiglio Sicurezza Onu

(ANSA) - BERLINO, 11 FEB - Tutti i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, eccetto quattro, sono favorevoli a prolungare le ispezioni sul disarmo in Iraq. Lo hanno detto fonti di ambienti governativi tedeschi che hanno negato che la Germania sia isolata nel suo desiderio di vedere intensificate le ispezioni sul disarmo in Iraq. I 4 Paesi d'accordo con gli Usa nel ritenere che e' tempo di passare all'azione militare per disarmare Baghdad sono Gran Bretagna, Spagna e Bulgaria, secondo le fonti.

TERRORISMO: GB, GOVERNO INVIA 450 SOLDATI AEROPORTO HEATHROW

LONDRA - L'aeroporto londinese di Heathrow e' da oggi sotto stretta sorveglianza di reparti delle forze armate, nel timore di imminenti attentati di Al Qaida. Lo ha detto oggi Scotland Yard.

Reparti militari sorveglieranno da oggi l'aeroporto nel quadro di un ''rafforzamento della sicurezza'' a Londra, ha detto un portavoce che ha spiegato che l'azione ''precauzionale'' e' legata a timori che Al Qaida, la rete terroristica islamica di Osama bin Laden, possa approfittare della fine della festa musulmana dell'Aid, che inizia domani e finisce sabato, per compiere attentati.

450 soldati dell'esercito britannico pattugliano dunque l'aeroporto londinese e rimarranno a Heathrow finche' Scotland Yard avra' bisogno del loro aiuto. Oltre ai soldati, verranno inviati nello scalo londinese anche alcuni veicoli militari corazzati. Per il momento, la decisione di ricorrere alla truppe contro la minaccia del terrorismo riguarda solo l'aeroporto di Heathrow.

IRAQ: LA RABBIA DI BUSH, ANDREMO AVANTI LO STESSO

WASHINGTON - Da una parte l' intransigenza e la fermezza dell' Amministrazione americana, decisa a forzare i tempi e a dar semaforo verde all' attacco contro Baghdad, con o senza l' appoggio dei suoi tradizionali alleati. Dall' altra, l' altrettanto convinto atteggiamento di Francia, Germania e Russia che offrono piani alternativi alla guerra e chiedono un maggior numero di ispettori Onu e tempi piu' lunghi per le verifiche.

Le frizioni sono ormai nervi scoperti ed, inevitabilmente, affiorano alla prima occasione, Cosi' quando Parigi, Berlino e Bruxelles dicono no ad un piano militare preventivo della Nato per assistere la Turchia in caso di attacco dall' Iraq, il presidente Bush va su tutte le furie, fa sapere del suo 'disappunto' e parla di 'decisione che danneggia l'Alleanza'.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin si schiera apertamente con Chirac e Schroeder e firma una dichiarazione comune per far continuare il lavoro degli ispettori dell' Onu e trovare 'un'alternativa alla guerra'. Mosca annuncia anche che sulla sua posizione si trova anche la Cina.

Ma Bush tira dritto per la sua strada: come se nulla fosse, ripete che gli Usa 'guideranno una coalizione per disarmare Saddam' ed il segretario alla Difesa Rumsfeld rincara la dose: 'troveremo il modo di andare avanti anche senza i tre Paesi europei che si sono isolati', dice.

Lunedi' convocato vertice straordinario Ue a Bruxelles. Lo ha annunciato il premier greco Costas Simitis, precisando che, sulla crisi irachena, 'la presidenza greca ha ritenuto necessario procedere a uno scambio di vedute' nel corso di una riunione di leader europei, e che 'fara' tutto quello che le e' possibile perche' l'Europa parli con una sola voce'. Ogni sforzo in tal senso 'e' il benvenuto' ha detto il presidente della Commissione Ue Prodi. L'Europarlamento ha deciso di tenere un dibattito urgente sulla crisi irachena mercoledi' prossimo a Strasburgo.

Secondo il ministro della Difesa Martino il piano franco-tedesco e' confuso ed e' essenziale che in questo momento la comunita' internazionale sia compatta e senza divisioni. Martino ha aggiunto che il piano di sicurezza della Nato per la Turchia deve essere realizzato prima di un eventuale attacco all' Iraq.

In campo anche la Santa Sede. E' cominciata infatti la missione del card. Roger Etchegaray in Iraq. L'alto prelato del Vaticano, inviato dal Papa con una lettera personale per Saddam Hussein, raggiungera' Baghdad oggi pomeriggio.

Saddam Hussein afferma di non sapere che altro fare per fermare la guerra. Il presidente iracheno ha affermato che Baghdad ha accettato tutte le richieste degli ispettori dell'Onu e che questi finora non hanno trovato nessuna delle armi di distruzione di massa che l'Iraq non possiede. Baghdad ha anche dato luce verde ai voli degli aerei spia U-2 ma il presidente iracheno ha chiesto a Usa e GB di non effettuare raid durante le missione degli aerei spia.

Iraq rompe contratto con Russia su giacimento petrolio

(ANSA)-MOSCA,10 FEB- L'Iraq annuncia di voler rompere definitivamente il contratto di mesi fa con il colosso petrolifero russo Lukoil per lo sfruttamento del giacimento di Qurna-2. Lo ha riferito l'agenzia russa Interfax, citando da Baghdad il ministro dell'Industria Petrolifera iracheno, Samir al-Nadjim. CIC

Iraq: Rumsfeld, vergogna negare aiuti a Turchia

LONDRA, 10 FEB - Un rifiuto di Francia, Germania e Belgio di concedere aiuti supplementari alla Turchia in caso di guerra contro l'Iraq sarebbe ''una vergogna'' e avrebbe ''ripercussioni''. Lo ha deto il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld in una intervista al Times di oggi. Nell'intervista, concessa a vari giornali europei e pubblicata dal quotidiano britannico alla vigilia di una decisione della Nato sull'invio o meno di mezzi militari per proteggere la Turchia in caso di guerra contro l'Iraq (i paesi dell'Alleanza hanno tempo fino alle 10 di oggi per esprimersi contro tale dispiegamento), Rumsfeld dichiara che un rifiuto ''sarebbe un avvenimento sorprendente e folgorante che, io credo, avrebbe ripercussioni per qualche tempo. La Nato sopravvivera' anche se i partner annunciano quello che hanno intenzione di fare (bloccare gli aiuti) ma essi -aggiunge Rumsfeld- sarannao giudicati dai loro popoli e da altri paesi della Nato''. La Turchia chiede l'aiuto della Nato per prepararsi ad un eventuale attacco iracheno in caso di intervento militare americano, ma Francia, Germania e Belgio sono contrari giudicando che cio' rientra in una ''logica di guerra'''. ''Ritengo che sia una vergogna perche' la Turchia e' un paese importante'', ha ancora detto Rumsfeld aggiungendo: ''io ritengo che la Turchia sopravvivera'''.

Iraq: Putin contrario a uso forza

(ANSA) - PARIGI, 10 FEB - 'L'uso della forza in Iraq avrebbe gravi conseguenze', ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa a Parigi con il presidente Chirac. E ha aggiunto che 'il Consiglio di sicurezza deve esaminare il rapporto degli ispettori prima di qualsiasi decisione'. CIC

Iraq: Usa accusa Saddam di ricorrere a scudi umani

(ANSA)-WASHINGTON,10 FEB- La Casa Bianca accusa Saddam di spostare unita'militari in zone abitate da civili ricordando che l'Iraq ha 'lunga tradizione' nel ricorrere a scudi umani.L'ha detto Scott, viceportavoce della Casa Bianca, ai giornalisti che accompagnano il presidente Bush in una missione nel Tennessee. CIC

Iraq autorizza sorvoli aerei spia U-2

(ANSA) - NEW YORK, 10 FEB - L'Iraq ha dato luce verde senza condizioni ai voli degli aerei spia U-2. Lo ha annunciato l'ambasciatore iracheno all'Onu.L'ambasciatore di Baghdad Mohammed Al-Douri ha detto anche che il suo paese si impegna a un'ulteriore collaborazione con gli ispettori dell'Onu. L'impegno e' contenuto in una lettera in cui si annuncia il varo di una legge la prossima settimana che mette al bando le armi di distruzione di massa. KQW

Iraq:Nato, domani riunione su difesa per la Turchia

(ANSA) - BRUXELLES, 10 FEB - La Nato ha indetto una nuova riunione del Consiglio atlantico a livello di rappresentanti permanenti per domattina. La seduta, precisano fonti ufficiali dell'alleanza, sara' la terza di fila dedicata in due giorni alla questione delle difese da assicurare alla Turchia in caso di conflitto in Iraq. SAT

Iraq: Germania, si'-no-forse, diplomazia al capolinea

BERLINO, 10 FEB - La Germania appoggia il veto alla Nato ma formalmente non lo presenta, da' i Patriot alla Turchia ma solo attraverso le mani dell'Olanda, annuncia un piano franco -tedesco ma nel giro di 48 ore dice che non esiste e lo mutua in una 'idea': sull'Iraq, la diplomazia tedesca, nella corsa fra il 'no' e il crescente isolamento, sembra arrivata al capolinea. Annunciato a suon di tromba due giorni fa, il piano di pace franco-tedesco sull'Iraq non esiste piu': prima lo ha rinnegato la Francia, dicendo che sul tappeto ci sono solo le proposte del ministro degli esteri Dominique de Villepin e se la Germania vuole associarsi e' benvenuta. Poi e' toccato al governo a Berlino rimangiarselo: un piano non esiste, si tratta solo di ''riflessioni comuni'' basate sulle proposte di de Villepin, ha dichiarato il portavoce governativo Bela Anda. Della possibilita' che vengano inviati caschi blu - tedeschi inclusi - il portavoce non ha voluto parlare: la questione non si pone e poi a decidere dovranno essere prima gli ispettori e poi il Consiglio di sicurezza, ha detto. Dunque le notizie circolate finora (e confermate ufficialmente a Berlino) sono tutte chiacchiere. Il governo federale e' contrario al momento a una seconda risoluzione Onu che legittimi una guerra. Alla Nato la Germania si e' associata stamani al veto di Francia e Belgio all'avvio dei piani di difesa per la Turchia ma formalmente non ha posto essa stessa un veto: ha aspettato infatti lo scadere dei termini fissati (le 10:00) dalla procedura del silenzio-assenso e poi si e' associata ai due obbiettori. Stessa strategia del si'-no e' stata applicata anche alla richiesta di fornitura di missili Patriot all'alleata Turchia: la Germania ha detto si' ma non li consegnera' indirettamente ma solo per il tramite dell'Olanda. Il cancelliere Gerhard Schroeder, braccato da settimane da sconfitte elettorali, sondaggi disastrosi, pessimi dati sull'eonomia (mercoledi' quelli sulla disoccupazione e oggi sulla produzione industriale) e un'opposizione all'attacco, tenta la fuga in avanti trasformando in un dogma il suo 'no' all'Iraq e rilanciando la sfida al presidente degli Stati Uniti. In una riunione oggi della Spd, Schroeder ha detto che il 'no' alla guerra e' una risposta alle ambizioni di egemonia della sola superpotenza. La situazione e' ''storica'', in gioco e' la ''sovranita' europea'', se cioe' l'America debba essere il solo attore geopolitico o se ce ne potranno essere altri. L'opposizione ha reagito con un'alzata di scudi: Schroeder distrugge il capitale di fiducia della Germania nel mondo, divide gli alleati, e' complice della peggiore crisi della Nato. La sua diplomazia e' dilettantistica e irresponsabile, ha attaccato la leader Cdu, Angela Merkel. La strategia di uscire con il piano insieme alla Francia dall'isolamento in cui era finita con la 'via tedesca' sull'Iraq, e' fallita: e' stato un tentativo ''infelice'' di rompere l'isolamento, ha commentato bruscamente il ministro della difesa francese, Michele Alliot-Marie. Dopo il volta faccia francese, il ''buco'', come l'aveva definito il segretario alla difesa Usa Donald Rumsfeld, in cui si e' ficcata, si e' allargato. Schroeder, secondo voci insistenti smentite ufficialmente, sarebbe anche ai ferri corti con il ministro degli esteri Joschka Fischer, da lui in continuazione scavalcato, compreso ora sul presunto 'piano'. Per i liberali, Schroeder lo ha di fatto sollevato dall'incarico: il buco e' diventato una voragine. La ''sola divisione in Europa passa al momento fra la Germania e il resto'', ha sintetizzato sarcastico il ministro della difesa britannico Geoff Hoon.

Iraq: sondaggi, il mondo contro la guerra senza l'Onu

ROMA, 10 FEB - Il mondo e' in maggioranza contro la guerra: lo dicono tutti i sondaggi che in questi giorni si susseguono rimbalzando da un Paese all'altro. Ma la discriminante tra l'opinione pubblica, ancora piu' che un attacco all'Iraq, e' se ci sara' un via libera dell'Onu. - STATI UNITI: Il 55% degli americani - secondo un sondaggio pubblicato dal Los Angeles Times - e' a favore di un'azione armata anche senza l'Ok dell'Onu, ma vorrebbe almeno un certo sostegno internazionale. La quota dei favorevoli sale al 62% se l'attacco ottenesse l'avallo di New York. - GERMANIA: I tedeschi, sensibili alla spaccatura tra europei, guardano piu' all'atteggiamento americano che alla guerra di per se'. L'80 per cento di un campione intervistato dall'Istituto Forsa ritiene che la guerra, per gli Stati Uniti, e' un mezzo per riaffermare il loro potere e per il 93% degli interrogati il presidente americano George W. Bush e' ''pronto a una guerra''. - FRANCIA: Sempre sul fronte della 'Vecchia Europa', il 73% dei stima che il proprio Paese debba utilizzare il diritto di veto se gli americani proporranno al Consiglio di Sicurezza una risoluzione per autorizzare l'attacco all'Iraq. Secondo un sondaggio pubblicato da Le Figaro, il 63% ritiene che la divergenza tra Parigi e Washington riguardo alla crisi sia ''una buona cosa per l'equilibrio del mondo''. - SPAGNA: la schiacciante maggioranza degli spagnoli, il 91 per cento, e' contraria a un eventuale intervento militare in Iraq. Dalla radio madrilena Cadena Ser, che ha diffuso i dati di un sondaggio sull'eventuale conflitto, si apprende che l'84% degli intervistati ritiene che le Nazioni Unite debbano accordare altro tempo e mezzi agli ispettori. - PORTOGALLO: Meno netta la posizione dei portoghesi. Da una rilevazione effettuata per conto di Radio Renascenca, Sic Tv ed Espresso, emerge che il 52,6% del campione si oppone a qualsiasi intervento contro Baghdad, mentre il 37% e' a favore di una soluzione militare. In caso di guerra senza il via libera Onu, il 34% ritiene che Lisbona debba restare a guardare e il 31,6% che dovrebbe invece sostenere l'intervento. - GRAN BRETAGNA: I cittadini di Sua Maesta', a differenza del premier Tony Blair, sono in gran parte contrari all'attacco. L'84% dell'opinione pubblica britannica, secondo un rilevamento di questi giorni, e' contraria a una guerra contro l'Iraq senza uno specifico mandato Onu. Il 43% si oppone al conflitto comunque. - RUSSIA: Un sondaggio della Fondazione per l'opinione pubblica riporta che per il 61% degli intervistati la Russia ha interesse a rimanere neutrale in caso di guerra. Solo il 7% e' persuaso della necessita' di sostenere gli Usa e il 19% che bisogna sostenere Saddam Hussein. Il 60% dei russi sono comunque convinti che gli americani lanceranno l'azione militare. - Giappone: Quasi l'80% della gente - si legge in un sondaggio dell'agenzia Kyodo - e' contraria a un'azione guidata dagli americani e il 48,5% degli interrogati ha detto che il governo non dovrebbe sostenere un attacco militare contro l'Iraq. - PAESI DELL'EST:Il 57% degli slovacchi e' contraria a una partecipazione di Bratislava a un'operazione militare. Contrari a un intervento militare americano sono il 65,8% dei croati e il 76% degli ungheresi mentre il 63% dei polacchi ritiene che il loro paese non dovra' partecipare a una guerra. Clamoroso il dato degli jugoslavi che, al 69%, approvano una guerra anche senza l'avallo dell'Onu.

Iraq: Putin con il fronte franco-tedesco contrario a guerra

PARIGI, 10 FEB - Il fronte antiguerra si e' allargato: Vladimir Putin si e' schierato apertamente a fianco di Jacques Chirac e Gerhard Schroeder, firmando con Francia e Germania, per la prima volta dalla fine della guerra fredda, una dichiarazione comune per impedire al presidente americano George W. Bush di attaccare l'Iraq. Un testo a sorpresa, letto da Chirac in una conferenza stampa all'Eliseo assieme a Putin, che chiarisce le ambiguita' e le incertezze che per due giorni sono circolate sull'iniziativa franco-tedesca mirante a rafforzare le ispezioni dell'Onu. Ma che rivela anche tra le righe che il presidente francese e' riuscito a far allineare la reticente Germania sulle sue posizioni: per la prima volta infatti, Berlino, che finora ha escluso tassativamente la guerra anche in caso di una seconda risoluzione dell'Onu a favore, sottoscrive una dichiarazione in cui si afferma che ''l'uso della forza non potrebbe essere che l'ultimo rimedio''. ''Non ho prove indiscutibili, allo stato attuale delle cose'', sul possesso di armi di distruzione di massa da parte dell'Iraq, ''c'e' ancora un'alternativa alla guerra'', ha detto Chirac. ''Siamo tutti d'accordo per il disarmo dell'Iraq, ma bisogna dare tutte le chances al disarmo nella pace, e questa e' la posizione di un gran numero dei Paesi del consiglio di sicurezza'', ha aggiunto il presidente francese, che nel week end ha avuto una fitta serie di contatti telefonici con numerosi leaders, tra cui Jang Zemin, il presidente cinese. La Cina, che con Francia, Germania, Russia e Stati Uniti e' membro permanente del consiglio di sicurezza, condivide le posizioni dei tre Paesi europei, ha sottolineato ieri Putin a Berlino. Le 'chances' sono contenute nella risoluzione 1441 dell'Onu, che secondo la dichiarazione comune ''offre una cornice di cui senza dubbio non sono state finora esplorate tutte le possibilita'''. ''Le ispezioni hanno gia' ottenuto dei risultati, Russia, Germania e Francia sono favorevoli a che gli ispettori proseguano il loro lavoro e al rafforzamento sostanziale delle loro capacita' umane e tecniche con tutti i mezzi, e in concertazione con gli ispettori''. In un evidente gesto di distensione verso Washington, Chirac ha auspicato che si possa discutere delle modalita' del disarmo dell'Iraq ''in uno spirito di amicizia e di rispetto'' con gli Stati Uniti. ''Le conseguenze di una guerra sarebbero catastrofiche'', ha rincarato Putin, affermando che la Russia e' pronta a far intervenire i suoi aerei ''se ce ne sara' bisogno'', per aiutare il lavoro degli ispettori. Quanto al possibile invio di Caschi blu dell'Onu, Chirac ha detto che la Francia ''e' pronta a tutto quel che e' possibile fare'' nel quadro della risoluzione 1441, ''ma questa non permette l'invio di Caschi blu''. L'adesione di Mosca all'iniziativa franco-tedesca era nell'aria, gia' ieri a Berlino, dopo un colloquio con il cancelliere tedesco, Putin aveva annunciato che la Russia ''lavorera' strettamente'' con Francia e Germania al Consiglio di sicurezza, e si era detto ''quasi interamente d'accordo'' sul modo di risolvere la crisi irachena, dando tempo e mezzi agli ispettori. Putin ha tenuto a ricordare che ''la lotta contro il terrorismo resta una priorita''' che non va dimenticata. Non ha ovviamente fatto alcun cenno alle repressioni sanguinose in Cecenia, mentre sulla piazza del Beaubourg centinaia di persone protestavano contro la visita ufficiale a Parigi, in una manifestazione organizzata dalle associazioni per la difesa dei diritti umani.

Iraq: Nato; che cos'e' il silenzio-assenso

BRUXELLES, 10 FEB - La procedura di silenzio- assenso - quella che Francia, Belgio e Germania hanno infranto oggi spaccando la Nato - e' uno strumento cui l'Alleanza ricorre per prendere decisioni senza riunire fisicamente i rappresentanti permanenti dei suoi 19 paesi. Gli ambasciatori Nato si riuniscono in genere una volta la settimana, il mercoledi', preparando le loro riunioni il giorno prima in un pranzo di lavoro. In momenti delicati, come quello attuale, le riunioni sono piu' frequenti (in media anche tre a settimana) e solo impropriamente vengono dette ''speciali'' o ''straordinarie'' Per assumere decisioni gravide di conseguenze, gli ambasciatori hanno infatti bisogno di aggiornarsi frequentemente e concordare le rispettive posizioni con i propri governi prima di tornare a riunirsi. Come avvenuto giovedi' scorso, il segretario generale della Nato - attualmente George Robertson - puo' pero' decidere di eliminare queste riunioni e di porre di fronte le delegazioni a una proposta che si ritiene accettata se nessuno presenta formalmente riserve entro una precisa ora di un certo giorno (nel caso odierno, le 10 del mattino). E' il cosiddetto ''silenzio-assenso'', utilizzabile per questioni minori che non meritano dibattito ma anche per altre che, come si e' dimostrato oggi, mettono in crisi un'istituzione solida come la Nato.