Uomo e scimmia, un gene fa la differenza

Di Margherita Campaniolo

Che cosa, nel corso dell'evoluzione, ha permesso agli ominidi di distinguersi dalle scimmie come una nuova specie? La prima risposta è in un gene. Si chiama Tre2, è presente soltanto nell'uomo e la sua lunga storia evolutiva viene ricostruita per la prima volta in una ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze, Pnas. Il gene che fa la differenza tra l'uomo e i primati, affermano gli autori del lavoro (tre gruppi di biologi e antropologi dell'Università americana di Harvard), è un gene-chimera nato dalla ricombinazione di altri due geni che appartenevano ai primati. Un processo che sarebbe avvenuto tra 21 e 33 milioni di anni fa.
Il gene Tre2 è un oncogene, ossia un gene addetto al controllo della crescita cellulare e coinvolto nell'origine dei tumori. Può essere considerato il capostipite di una generazione di nuovi geni caratteristici esclusivamente dell'uomo e specializzati sia nel controllare la proliferazione cellulare, sia nel definire la barriera della speciazione, il meccanismo biologico che rende impossibile gli incroci tra specie diverse. Finora i biologi ritenevano che l'emergere di nuovi geni da fenomeni di duplicazione e ricombinazione fosse frequente soprattutto all'inizio della comparsa dei vertebrati. Adesso si è visto, invece, che questi processi sono durati molto più a lungo e si sono protratti fino all'arrivo dei primati superiori e perfino alla comparsa dell'uomo.