L'Europa alla conquista di Marte

Il "pianeta rosso", la Luna e gli asteroidi sono i grandi obiettivi a medio e lungo termine del piano di esplorazione interplanetaria dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), alla ricerca di forme di vita, partendo dall'approvazione del progetto battezzato Aurora. Ecco i programmi

L' Europa si prepara alla conquista di Marte. Il "pianeta rosso", la Luna e gli asteroidi infatti sono i grandi obiettivi a medio e lungo termine del piano di esplorazione interplanetaria dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che con la recente approvazione del progetto battezzato Aurora, rilancia in grande stile le ricerche che porteranno prima alla realizzazione di sonde automatiche e, successivamente, ad una missione con equipaggio umano sul Pianeta Rosso. Le due missioni, già allo studio, hanno lo scopo di esplorare Marte avendo, come principale obiettivo, quello di andare alla ricerca di forme di vita.
Le ricerche sull'esobiologia saranno garantite da un modulo di discesa, che dovrà atterrare sulla superficie marziana, con un sistema di trivellazione che preleverà campioni che poi verranno riportati sulla Terra, gelosamente custoditi in un contenitore in grado di attraversare indenne, all'interno del modulo "di ritorno" gli strati atmosferici del nostro pianeta. Questo sistema di rientro è ancora da progettare e sviluppare, ma sono già ben delineate, in linea di massima le fasi dell'esplorazione da parte del modulo di discesa, che sbarcherà sul suolo rugginoso di Marte liberando con un paracadute un veicolo robotizzato alimentatoad energia solare. Circa 40 chilogrammi di strumentazione, che comprenderà, oltre alla trivella, altri apparati di ricerca ad alta tecnologia e diversi esperimenti scientifici sviluppati da vari paesi europei.
Aurora è un programma a lungo termine, approvato nel 2002 dall'Esa, concepito in due fasi principali; la prima, prevista dal 2005 al 2015, consiste nella preparazione delle tecnologie adeguate per realizzare la missione dell'uomo su Marte e quella del ritorno sulla Luna. Per i quindici anni successivi alla prima fase invece, tutti gli sforzi saranno concentrati nel cencretizzare la missione umana, che si configura come un lavoro di cooperazione internazionale. I due progetti sono piuttosto ardui e richiederanno lo sviluppo di nuove tecnologie.
Per ciò che riguarda i voli con sonde automatiche, e la prima fase 2005-2015, è prevista anche una serie di missioni collaterali per valutare nuove tecnologie, come quelle progettate per far entrare "senza traumi" il modulo di discesa, che si sgancerà da una navicella-madre più grande (un po' come Beagle 2 dalla Mars Express). Le esperienze tecnologiche che ne deriveranno, potranno successivamente essere utilizzate per sviluppare i sistemi di discesa per i più grandi e complessi moduli di discesa delle missioni con equipaggio umano a bordo.
Previste per il 2011 e per il 2017 anche due missioni che dapprima selezionaranno campioni sulla superficie e successivamente li riporteranno sulla Terra.
Dal 2020 al 2030 infatti, se le missioni precedenti avranno dato esiti positivi e il programma proseguirà nei tempi previsti, sarà data la "luce verde" per gli astronauti, e per una missione che farà "scalo" dapprima sulla Luna, per poi proseguire verso il grande traguardo marziano.
L'intenzione è di creare una sorta di infrasatruttura su Marte: un generatore elettrico e una stazione di comunicazione radio e di navigazione, oltre ad una rover molto grande (tipo camioncino), verranno collocati sulla supeficie marziana, secondo i programmi per il 2018, da moduli automatici. Due anni più tardi seguirà la fabbricazione di una serra e di un habitat, i cui lavori dovranno terminare nel 2026. La prima missione di uomini in orbita marziana è prevista per il 2028, e per il 2030 è previsto il primo sbarco.
http://www.gdmland.it/scienza/canale_notizia.asp?ID_NOTIZIA=91854

Collaborazione di Margherita Campaniolo.