Nelle mani dei russi il destino dei tre della stazione orbitale

NEW YORK, 2-2-03 - In altri tempi il destino dei tre astronauti a bordo della International Space Station avrebbe suggerito un'avvincente trama a qualche ricco produttore cinematografico californiano: dimenticati nello spazio. Ma oggi Stati Uniti e Russia sono partner mansueti, almeno in orbita, e la sopravvivenza della moderna Stazione Spaziale non è in dubbio anche se la Nasa, come sembra probabile, deciderà di interrompere a tempo indeterminato i lanci dello Shuttle Columbia, ossia missioni indispensabili al sostentamento della Stazione stessa. Dall'agenzia spaziale di Mosca, poche ore dopo il disastro sui cieli del Texas, è arrivato un comunicato che sgombera il campo da ogni dubbio: "Il lancio in orbita del cargo Progress destinato alla International Space Station con a bordo propellente, cibo e strumentazione - recita la nota - verrà effettuato come previsto. Il programma spaziale russo non sarà in alcun modo modificato".
Il primo ministro di Mosca, Mikhail Kasyanov, ha poi inviato il suo cordoglio ai parenti delle vittime. Il vettore Progress M-47 lascerà oggi il cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan (la base dell'antica Unione Sovietica).
La vita di Ken Bowersox, David Pettit e Nikolai Budarin, i tre astronauti al lavoro su Iss, procederà dunque senza intoppi.
E' comunque curioso come una volta di più la sopravvivenza di un progetto spaziale di matrice americana dipenda dall'assistenza e dalla tecnologia del vecchio nemico russo, che ora è chiamato a occuparsi in solitario della Iss.
Era accaduto anche in fase di progettazione della base orbitante: sette astronauti americani avevano trascorso 32 mesi presso la base orbitante russa Mir, per carpirne tutti i segreti e dunque mettere al servizio quell'esperienza nella creazione di Iss, una stazione quattro volte più grande della Mir.
Attiva da 1.534 giorni con a bordo un equipaggio, la Iss ha cominciato a essere assemblata nel 1998 e il suo completamento è previsto per l'anno prossimo. Il progetto è americano, ma ha compartecipazioni: vi sono impegnati, infatti, russi, giapponesi, brasiliani ed europei, con 11 nazioni appartenenti al programma spaziale continentale (tra cui l'Italia). La vita su Iss non assomiglia per niente a una villeggiatura: gli astronauti vi restano per mesi, mettendo a dura prova il proprio organismo per scopi scientifici.
La Iss, dotata di pannelli solari per una superficie di oltre 4.000 metri e del peso di circa 470 mila chilogrammi, è utilizzata per importanti esperimenti scientifici, molti dei quali indirizzati al campo medico. In questi mesi è allo studio una proteina (la cui crescita è molto più rapida nello spazio) che aiuterà a determinare la natura di alcuni virus. Dai primi mesi di vita sulla Iss si fa ricerca che servirà alla costruzione di moderne ossa artificiali per l'ortopedia.
Dalla sua inaugurazione sono state compiute cinquanta "passeggiate" spaziali: l'ultima, 15 giorni fa, con i due astronauti americani alle prese con un portellone difettoso. Un problema risolto senza affanni. In questo momento la Iss orbita a circa 384 chilometri dalla crosta terrestre, in corrispondenza dell'Indonesia. I tre membri dell'equipaggio hanno seguito la tragedia dello Shuttle in tempo reale.

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