Fantasie aliene

Uno su quattro. Ecco il numero dei sistemi planetari che potrebbe ospitare la vita complessa. Alcuni ricercatori dell'università di Princeton hanno simulato a computer 85 sistemi planetari scoperti, anche se si hanno i dati veri e propri solo per pianeti grossi come Giove. Gli astrofisici hanno scoperto che un pianeta nella "zona abitabile" (cioè la regione attorno alla stella in cui l'acqua rimane liquida, e quindi la vita è possibile) è presente in circa un quarto dei sistemi studiati. Il primo interrogativo quando si scopre un pianeta extrasolare è quindi: "Può ospitare la vita?". Le condizioni perché un corpo celeste possa accogliere esseri viventi, anche i più strani, sono infatti molto particolari. Ci devono essere acqua, atmosfera e composti organici. Ancora più peculiari sono le condizioni perché si sviluppi una vita intelligente.
Oltre la Terra. Ma è tanta la nostra voglia di trovare compagni nel cosmo che molti scrittori si sono cimentati nell'impresa e hanno costruito altri mondi, nuovi pianeti, strani ecosistemi: tutti frutto della loro fantasia, ma tutti costruiti con verosimiglianza scientifica e accuratezza. A volte gli animali o le piante hanno vissuto, o vivono, qui sulla Terra. Così i rinogradi di Harald Stümpke o le piante che fanno parte della botanica parallela di Leo Lionni sono specie perfettamente plausibili, ma altrettanto perfettamente irreali. Sono quasi lezioni di come funziona l'evoluzione sul nostro pianeta. E su altri corpi celesti.

A milioni di anni luce dalla Terra, è più facile immaginare la vita. Cambiano le condizioni, l'atmosfera, la luce, la gravità. L'intero pianeta può essere ricostruito con attenzione. È quello che hanno fatto molti autori di fantascienza, anche se nessuno si è avvicinato all'attenzione che Wayne Barlowe ha dedicato ai suoi alieni. In alcuni libri questo disegnatore americano descrive con cura gli alieni che si possono incontrare in pianeti lontanissimi dalla Terra. Ogni abitante del pianeta è descritto con minuti particolari, dall'ecologia al comportamento alla vita sociale. Il suo libro più famoso, Expedition, descrive una spedizione sul pianeta Darwin IV, lontano sei anni luce dalla Terra, grazie a un'astronave extraterrestre. Ecologie aliene. Anche Terence Dickinson (un astronomo statunitense), nel suo Extraterrestrials, a field guide for the Earthlings (Extraterrestri, guida per gli abitanti della Terra), descrive molti pianeti in cui la vita si è sviluppata in condizioni diverse da quelle del nostro. Ci sono corpi per esempio celesti in cui tutta la vita si svolge nell'atmosfera, con esseri volanti e intelligenti lunghi fino a 500 metri. Queste balene spaziali si nutrono di piccole piante che vivono solo negli strati superiori dell'atmosfera. Il pianeta giungla è invece quasi completamente ricoperto di una fittissima foresta tropicale, brulicante di specie animali non differenti dalle nostre scimmie.

Ma alcuni "esploratori dell'ignoto" hanno inventato addirittura esseri che vivono in mondi con un numero di dimensioni diverse dalle canoniche tre. Il più importante dei mondi a due dimensioni è Flatland, scritto due secoli fa dal pastore inglese Edwin Abbot, e racconta le avventure di un quadrato (che ha ovviamente solo due dimensioni) che scopre esseri di tre dimensioni. E della lotta del protagonista per cercare di far capire, alla sua società ottusa e bidimensionale, l'esistenza di dimensioni superiori a due.
Oltre la terza dimensione. Le difficoltà che questi esseri hanno nel capire la terza dimensione non sono differenti da quelle che incontreremmo noi nell'incontrare un mondo con una dimensione in più. Ci aiuta in questo Clifford Pickover, nel suo Surfing through hyperspace. In sei facili lezioni, Pickover ci insegna come dev'essere la vita di un essere che può guardare all'interno del nostro corpo, prendere i soldi in casseforti chiuse (senza aprirle) e passare da una parte all'altra di una parete. Un vero dio, almeno ai nostri occhi di esseri tridimensionali.

Marco Ferrari

Da Focus.it; segnalato da Margherita Campaniolo.