ATTENTATO A CASABLANCA

RABAT - La notte di Casablanca e' stata squarciata da una serie di esplosioni, quasi simultanee. Qualcuno ha pensato fossero ancora festeggiamenti per la nascita dell'erede al trono. Erano invece attentati, cinque, che hanno seminato morte e terrore nel centro di quella che e' considerata la capitale economica del Marocco.
Un bilancio da ritenersi ''pressoche' definitivo'' diffuso dalla prefettura della citta', conta 41 morti e un centinaio di feriti. Tra i morti c'e' un italiano, Luciano Tadiotto, residente a Oleggio (Novara), tecnico della Ditta ''Siti'' con sede a Novara che si trovava in Marocco per ragioni di lavoro.
Una prima autobomba e' scoppiata, quando erano circa le 22 di venerdi', in una via molto stretta su cui si affaccia il palazzetto dove ha sede il consolato belga e di fronte un ristorante italiano. Poi, sempre nella stessa zona, un'altra. Questa volta davanti al circolo dell'Alleanza Israelitica. Quasi contemporaneamente, due, forse tre terroristi, dopo aver sgozzato il guardiano facevano irruzione nella Casa Espana (un circolo culturale spagnolo) e lanciavano degli ordigni esplosivi. Qui c'e' stato il maggior numero di vittime. Una ventina di morti e molti feriti tra quanti stavano cenando nel ristorante del circolo.
Un'azione analoga, intanto, veniva condotta nella hall dell'albergo Farah, un cinque stelle piu' conosciuto col suo vecchio nome di Safir, sempre nel centro cittadino. E ancora bombe esplodevano nei pressi di un antico cimitero ebraico, vicino alla medina di Casablanca. Le autorita' marocchine dicono che una decina di kamikaze sono morti negli attentati, senza pero' fornire altri particolari. Secondo le prime ricostruzioni degli avvenimenti almeno due gruppi di attentatori suicidi, hanno preso parte alle azioni contro la Casa Espana e contro l'albergo Farah. Non e' chiaro quale sistema sia stato usato per far esplodere le auto.
Una testimone che si trovava nel ristorante italiano di fronte al consolato belga, ha raccontato all¿Ansa che quando, dopo la deflagrazione, insieme al marito ha trovato il coraggio di uscire dal locale vi erano vetri e calcinacci ovunque, l'autobomba era in pezzi, non c¿erano resti umani nella zona dell¿esplosione. ''Questi attentati portano la firma del terrorismo internazionale'', ha affermato il ministro dell'interno marocchino Mustafa' Sahel, precisando che sono stati arrestati tre sospetti, tutti di nazionalita' marocchina: tra loro anche uno degli attentatori, ferito. Il ministro ha anche sottolineato ''la concomitanza e le similitudini nel modo di operare'' tra gli autori di questi attentati e quelli di Riad.
Gli avvenimenti di Casablanca fanno ritenere che ci si trovi di fronte a una nuova offensiva terroristica, concertata da Al Qaeda o da gruppi che a questa fanno riferimento. Un piano che ha per fine la destabilizzazione dei paesi musulmani del nord Africa, minandone i tentativi avvicinamento all'occidente. In questa teorizzata ''mondializzazione del Jihad'', il Marocco, con il suo regime ''apostata e asservito agli americani'', e' stato uno dei paesi citati da Osama Bin Laden in uno dei suoi discorsi videoregistrati. Gli attentati di ieri hanno suscitato unanime condanna nel paese. Anche tra le frange piu¿ intransigenti del fondamentalismo islamico. ''Stigmatizziamo questi attentati, chiunque siano i mandanti: individui, gruppi o stati'', ha detto Fathallah Arsalane, dell¿organizzazione radicale marocchina Al Adl Wal Issane.
Sgomento e dolore vengono espressi dalla comunita' ebraica marocchina per bocca del suo presidente Sege Berdugo per il quale ''queste pratiche di violenza sono estranee alla cultura del paese'' dove gli ebrei (circa 4 mila) sono sempre vissuti ''in simbiosi con i compatrioti musulmani''. Il ministro della comunicazione marocchino Nabil Benabdellah, ha dichiarato alla stampa che ''il Marocco, nonostante questi atti criminali che non cessera' di combattere con forza e con tutti i mezzi possibili, ha dimostrato il suo attaccamento ai valori della modernita' e continuera' su questa strada''.