IL POTERE DELLA CHIAROVEGGENZA

In pratica, la chiaroveggenza sarebbe la capacità di vedere accadimenti lontani o nascosti infrangendo le barriere dello spazio. Come questo possa accadere, sul piano puramente fisico, resta ancora un mistero. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che le onde psi o alfa del cervello (responsabili dei fenomeni paranormali, a differenza delle onde beta, che regolano la normale attività cerebrale in stato di veglia) possano viaggiare nello spazio e nel tempo, superando la velocità della luce. Queste particelle supererebbero pertanto distanze inimmaginabili in un attimo e sarebbero in grado di tornare indietro per portare alla nostra mente un messaggio, una sequenza, una serie di immagini accadute in quello stesso momento.

Il viaggio spaziale della particella alfa non si basa però su alcuna teorizzazione scientifica. Di sicuro c'è il fatto che queste visioni a distanza, non si sa come e non si sa perché, vengono realmente percepite sia da sensitivi che, occasionalmente, anche da persone non dotate di alcuna capacità extrasensoriale. E questo fenomeno si verifica da sempre.

Sono celebri ad esempio i casi del veggente Apollonio di Tiana che, trovandosi ad Efeso, in Asia Minore, descrisse dettagliatamente ai suoi concittadini l'omicidio dell'imperatore Domiziano a Roma, nel 96 d.C., e quello del mistico svedese Emanuel Swedenborg che, stando a Göteborg, vide in ogni dettaglio l'incendio che stava divampando a Stoccolma, a 400 km di distanza. Il fatto venne poi confermato due giorni dopo da alcune staffette giunte dalla capitale.

Apollonio e Swedemborg, come molti altri sensitivi, erano riusciti a varcare con la vista lo spazio-tempo?

Le visioni a distanza possono essere di qualsiasi tipo, sebbene, nei casi di veggenze occasionali, prevalgano le sciagure. Questo è stato motivato dagli esperti con la possibilità che gli eventi disastrosi colpiscano con maggiore violenza la psiche dei sensitivi rispetto ad immagini del banale quotidiano. Molto ricettivi sembrano poi essere i bambini, forse perché la loro mente non è ancora stata condizionata da un certo modo di pensare o forse perché libera da pensieri e preoccupazioni. Per questo motivo la parapsicologia da laboratorio, negli anni '90, non ha disdegnato di sperimentare con soggetti in giovane età. Ai quali, a mo' di gioco, viene applicata una benda sugli occhi e si chiede di indovinare il contenuto di una busta.