Giuseppe Colaminè

SPAZIO

FRONTIERA PROIBITA

"Dio creò il firmamento per dividere le acque che erano sopra il firmamento da quelle che erano al di sotto." (Genesi; cap. 1).

Quando rilessi questo passaggio mi venne di pensare ad un paragone simbolico con l'atmosfera Terrestre, che divide l'habitat planetario da quello extraplanetario.

Ma cosa vuol dire "Le acque che erano al di sopra"?

Non poteva essere un'allusione alle nuvole in quanto queste sono parte integrante dell'ecosistema e si trovano a poca distanza dal suolo.

Forse la parola "acque" sta a simboleggiare qualcosa di più complesso, il principio vitale per eccellenza, il presupposto fondamentale per la vita biologica.

Quindi nel cielo, cioè nello spazio, esisterebbe la vita, forse su altri pianeti ed il firmamento, inteso come visuale che l'uomo ha del cielo, sarebbe una sorta di barriera fra noi ed altre forme di vita.

Una barriera da non superare? Perché?

Se ne è parlato nel corso del programma Enigma, trasmesso la sera del 07 febbraio su RAI 3, a proposito dei misteri del cosmo e della sua esplorazione, un programma a cui ha partecipato anche Roberto Pinotti, Presidente del CUN.

Le ipotesi emerse sono state numerose, fra queste ne ricordo alcune che meritano un ulteriore approfondimento, specie oggi, dopo il disastro dello Shuttle Columbia.

Oggi, a distanza di 34 anni, nuovi indizi fanno pensare che l'uomo sulla Luna non ci sia stato per davvero, o almeno che quelle immagini degli astronauti a spasso sul suolo lunare, oramai familiari al pubblico, siano state girate ad arte in qualche studio cinematografico.

Perché ingannare la gente fino a questo punto? Era tanto irrinunciabile il dover dimostrare di essere in grado di atterrare su di un altro pianeta, oppure era prioritario non mostrare le reali immagini delle missioni per motivi legati alla sicurezza militare?

Probabilmente la seconda ipotesi appare più sensata, ma gli indizi screditanti l'ipotesi di missioni lunari vengono anche da un'altra considerazione.

A circa 600 km dal suolo terrestre esiste un manto radioattivo costituito dalle "Fasce di Van Allen". Si tratta di un'area tanto densa di radiazioni elettromagnetiche da poter uccidere gli astronauti che tentino di attraversarla, a meno che questi non viaggino a bordo di navette dotate di un rivestimento piombato dello spessore maggiore di quello di una camera blindata. Ora noi sappiamo che le navette Apollo, così come le altre astronavi di marca umana, hanno rivestimenti multistratificati ma comunque non certo in piombo e non in grado di reggere una forte irradiazione come quella presente nelle fasce di Van Allen.

Qui le opinioni a confronto sono diventate discordi. C'è chi ha sostenuto che l'attraversamento delle fasce è stato abbastanza veloce da ridurre al minimo il rischio di contaminazione; chi invece ha asserito che, a parte la velocità, le nostre astronavi non potrebbero attraversare le fasce senza danni per l'equipaggio.

E se fossero proprio le fasce di Van Allen il Firmamento" di cui parla la Bibbia?

Sono molti gli interrogativi, gli enigmi emersi da oltre 50 anni di esplorazione spaziale; una storia che oggi sembra esserci stata taciuta su molti dei suoi aspetti salienti, un'iniziativa apparsa a molti scarsamente utile rispetto alle problematiche terrestri. Eppure in questi giorni, sia il presidente Americano George W. Bush, che i media della Federazione Russa, hanno parlato di presenza di vita biologica al di fuori dell'habitat terrestre, insomma di vita aliena. Quelli come noi, i cosiddetti "eretici", lo sostengono da tempo, ma si tratterebbe di una vita aliena con la quale non possiamo interagire se è vero che le fasce di Van Allen sono una sorta di coltre impenetrabile.

…..A meno che…….

Chi abbia sentito parlare dell'ufo caduto a Roswell nel 1947, ricorderà che una delle cose maggiormente sbalorditive di quell'oggetto era la struttura dello scafo. Da un'astronave aliena capace di viaggiare a distanze interstellari ci si sarebbe aspettato uno scafo a dir poco blindato; invece l'oggetto di Roswell era più o meno un guscio, leggero e sottilissimo, tanto sottile quanto però resistente, tanto che i frammenti di lamiera risultarono indeformabili e resistenti ad altissime temperature. Questo è quanto sostennero i testimoni dell'epoca e poi, alla fine degli anni 90 anche il colonnello Philip Corso, uomo di spicco dell'apparato militar-spionistico Statunitense. I progettisti di quel velivolo erano evidentemente in grado di sintetizzare una lega superleggera e superresistente, probabilmente anche impermeabile alle radiazioni ed oggi non dovremmo stupirci se gli USA avessero realizzato qualcosa di almeno somigliante a tale lega, considerando che gli scienziati avrebbero avuto dal 1947 al 1969, ben 22 anni per studiarne la composizione. Nessuno può dirci di cosa fossero fatti gli scafi delle navette Apollo ma non è escluso che una nuova lega metallica segreta, copiata sul modello dell'ufo di Roswell, avrebbe consentito di bypassare il problema delle fasce di Van Allen.

Se così stessero le cose, noi avremmo sfruttato tecnologie estranee per esplorare lo spazio e la cosa potrebbe anche non essere stata gradita a CHI nello spazio viaggiava speditamente e considerava l'Uomo una specie ancora immatura per superare la frontiera siderale.

Ipotesi…nient'altro. Comunque sembra che abbiamo dato abbastanza retta a questi "censori alieni", dal momento che le missioni lunari sono finite in una bolla di sapone, quelle su Marte vengono affidate a sonde automatiche che fanno cilecca una volta su due ed ora anche le missioni in orbita terrestre rischiano di subire una drastica flessione a causa dell'incidente dello Shuttle.

Lo spazio….ritenuto dalla scienza canonica così deserto, inutile, privo di habitat compatibili con la vita, ricco solo di radiazioni, gas nobili e rocce inerti…..eppure tanto conteso.

Leggendo le cronache della corsa allo spazio, costata somme altissime alle superpotenze, sembra che lassù vi sia davvero un tesoro nascosto. Ciononostante gli sforzi compiuti dalla scienza in questi stessi ultimi 50 anni sono stati orientati in modo quasi pregiudiziale a dimostrare che lo spazio era solo un vuoto sterminato.

A rileggere le tappe di questo doppio cammino, si ha la netta impressione di essere stati truffati moralmente, come se si fosse voluto a bella posta far credere al pubblico che oltre la Terra c'è il nulla, mentre in nome di questo nulla gli enti spaziali avrebbero sacrificato risorse e vite umane. Questa concezione ha portato alla nascita di una cultura falsamente positivistica, che giudica l'astronomia come una frivolezza per menti eccentriche e la ricerca di vita extraterrestre uno sfogo illusorio per esorcizzare la depressione e l'angoscia della solitudine.

Confinata fra i salotti chic ed i gabinetti psicanalitici, la nostra ricerca ha fatto e fa sorridere i cosiddetti benpensanti. Nessuno tuttavia si sognerebbe di sorridere di fronte ai morti del Columbia o peggio, di prescrivere ai membri dell'establishment Statunitense, una cura per il sistema nervoso. Eppure chiunque abbia investito nella ricerca spaziale, l'ha fatto pensando che lo spazio fosse una fonte di substrati energetici preziosi e magari un habitat per altre forme di vita.

Noialtri appassionati alla ricerca di vita extraterrestre in più abbiamo solo sostenuto che esseri intelligenti alieni stessero già esplorando la Terra.

Era così grave crederlo e volerne informare il pubblico?

Forse lo era….ma anche questa è un'altra storia.